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IncaricoRSPPPreventivo Gratuito

Glossario della sicurezza sul lavoro: 60 termini spiegati semplice

DVR, DUVRI, preposto, sorveglianza sanitaria: le parole del D.Lgs 81/08 tradotte in italiano corrente da un RSPP che le usa tutti i giorni in azienda.

Preventivo Gratuito in 2 Minuti

La sicurezza sul lavoro parla per sigle. E lo capisco: quando durante un sopralluogo dico "serve il DUVRI oltre al DVR, e il preposto va aggiornato ogni due anni", vedo spesso lo sguardo perso dell'imprenditore che ho davanti. Questo glossario nasce da lì: 60 termini del D.Lgs 81/2008 spiegati come li spiegherei a te davanti a un caffè, con gli articoli di legge esatti e i rimandi agli approfondimenti.

Usalo come opera di consultazione: clicca la voce che ti serve nell'indice qui sotto. E se dopo la teoria ti serve la pratica — qualcuno che l'RSPP lo faccia per la tua azienda — puoi calcolare il preventivo online in 2 minuti o vedere come funziona l'incarico. Copriamo tutte le principali città italiane, da Milano a Roma.

Addetto antincendio

È il lavoratore che il datore di lavoro designa per la prevenzione incendi e la gestione delle emergenze (art. 18 D.Lgs 81/08). Non può rifiutare l'incarico, se non per giustificato motivo. Il corso è disciplinato dal DM 2 settembre 2021: 4, 8 o 16 ore a seconda del livello di rischio. Anche un ufficio con 3 persone deve averne almeno uno formato — ne parlo nell'articolo sulla squadra di emergenza aziendale.

Addetto primo soccorso

Il collega formato per intervenire in caso di malore o infortunio, in attesa del 118. Il riferimento è il DM 388/2003, che divide le aziende in gruppi A, B e C: il corso dura 16 ore per il gruppo A, 12 per B e C, con aggiornamento triennale di 6 o 4 ore. La cassetta di primo soccorso o il pacchetto di medicazione sono l'altra metà dell'obbligo.

Agente biologico

Batteri, virus, muffe e parassiti che possono provocare infezioni, allergie o intossicazioni (Titolo X, artt. 266-286). La legge li divide in 4 gruppi: dal gruppo 1 (difficile che causi malattia) al gruppo 4 (patologie gravi, senza profilassi efficace). Non riguarda solo gli ospedali: ci faccio i conti nei sopralluoghi in impianti di depurazione, allevamenti, aziende alimentari e nella raccolta rifiuti. Chi tratta pazienti o campioni biologici trova gli obblighi tipici nella pagina RSPP per sanità e studi medici.

Aggiornamento quinquennale RSPP

Chi fa l'RSPP deve seguire 40 ore di formazione ogni 5 anni (Accordo Stato-Regioni). Sembra burocrazia, ma è la prima cosa che un ispettore verifica: un RSPP con aggiornamento scaduto equivale, di fatto, a un RSPP non formato. Prima di firmare un incarico chiedi sempre gli attestati — trovi l'elenco completo dei titoli richiesti nell'articolo sui requisiti del RSPP.

ASPP

L'Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione lavora a supporto dell'RSPP, senza esserne il responsabile. Segue i moduli A e B ma non il modulo C, riservato a chi guida il servizio. Nelle PMI l'ASPP interno è raro; nelle aziende strutturate fa da occhi e orecchie del RSPP in reparto. Le differenze precise le ho spiegate in RSPP e ASPP: le differenze.

ATECO (codice)

Il codice ISTAT che classifica la tua attività. Per la sicurezza conta parecchio: determina la classe di rischio (basso, medio, alto), le ore di formazione dei lavoratori e — nel nostro caso — il canone del servizio: un ufficio a rischio basso parte da 490€ l'anno, un'officina a rischio alto da 1.290€. Tutte le tariffe sono nella pagina costo RSPP esterno.

ATEX (atmosfere esplosive)

Le atmosfere esplosive generate da gas, vapori o polveri combustibili (Titolo XI e Allegato XLIX). Ci si pensa poco, ma il rischio è ovunque ci sia polvere fine sospesa: un mulino, un silo di cereali, una falegnameria, persino un panificio con la farina in aria. Il datore di lavoro deve classificare le zone (0/1/2 per i gas, 20/21/22 per le polveri) e redigere il Documento di Protezione contro le Esplosioni. Nel manifatturiero è uno dei capitoli più tecnici del DVR: ne trovi il contesto nella pagina RSPP per l'industria manifatturiera.

Audit (verifica ispettiva)

Non è un sopralluogo qualsiasi: è una verifica strutturata, con piano, evidenze e rapporto scritto, per capire se quanto è scritto nelle procedure viene fatto davvero. C'è l'audit interno (di prima parte), che l'azienda si fa da sola, e quello di terza parte, condotto dall'ente che rilascia la certificazione. È il cuore di un sistema di gestione della sicurezza conforme alla UNI ISO 45001: senza audit periodici, il sistema è solo un raccoglitore che prende polvere.

Campo elettromagnetico (CEM)

L'esposizione a campi da 0 Hz a 300 GHz (Titolo VIII, Capo IV, artt. 206-212): saldatura, elettrolisi, forni a induzione, antenne, apparecchi per risonanza magnetica. La valutazione confronta l'esposizione con i valori limite, ma la parte che spesso si dimentica sono i lavoratori particolarmente sensibili: portatori di pacemaker o di altri dispositivi medici impiantati, e le lavoratrici in gravidanza. Per loro le soglie sono molto più basse e va prevista una tutela specifica, che il medico competente definisce caso per caso.

Cartella sanitaria e di rischio

La "scheda clinica" che il medico competente tiene per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria (art. 25): visite, giudizi, esami. È coperta da segreto professionale: il datore di lavoro non può vederne il contenuto clinico, riceve solo il giudizio di idoneità. Va custodita dal medico con salvaguardia del segreto e conservata per almeno 10 anni; alla cessazione dell'incarico o del rapporto, se ne consegna copia. Attenzione a chi la lascia in un cassetto qualsiasi: è un dato sanitario, e il GDPR non perdona.

CPI (Certificato Prevenzione Incendi)

L'attestazione antincendio dei Vigili del Fuoco, oggi gestita tramite SCIA per le attività elencate nel DPR 151/2011 (categorie A, B e C: autorimesse sopra i 300 m², depositi, strutture ricettive oltre 25 posti letto...). Il rinnovo è quinquennale. Durante i sopralluoghi trovo spesso CPI scaduti da anni: è uno dei rilievi più frequenti — e più costosi — in caso di ispezione.

CSE / CSP

Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e di Esecuzione (CSE): figure del Titolo IV del D.Lgs 81/08, obbligatorie quando in cantiere operano più imprese, anche non contemporaneamente. Il CSP redige il PSC, il CSE vigila che venga rispettato. Se lavori in edilizia, il quadro completo degli obblighi è nella pagina RSPP per il settore edilizia.

Datore di lavoro

Non è solo "il titolare": per l'art. 2 del D.Lgs 81/08 è chi ha la responsabilità dell'organizzazione e i poteri decisionali e di spesa. Ha due obblighi che non può delegare a nessuno (art. 17): valutare i rischi e nominare l'RSPP. In certi casi può svolgere lui stesso il ruolo di RSPP — quando sì e quando no lo trovi in RSPP datore di lavoro.

Dirigente (per la sicurezza)

Chi attua le direttive del datore di lavoro organizzando il lavoro e vigilando (art. 2, lett. d). Attenzione: conta l'esercizio di fatto dei poteri, non l'inquadramento contrattuale. Un responsabile di produzione che decide turni e macchine è dirigente per la sicurezza anche se in busta paga risulta impiegato. Per lui serve una formazione dedicata di 12 ore (Accordo Stato-Regioni 2025), con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni.

DM 388/2003

Il regolamento del primo soccorso aziendale. Divide le imprese in tre gruppi in base ad attività, indice infortunistico INAIL e numero di dipendenti: il gruppo A (il più rischioso, es. cantieri, aziende chimiche) pretende più mezzi e formazione dei gruppi B e C. Stabilisce cosa deve contenere la cassetta di primo soccorso o il pacchetto di medicazione e impone la formazione dell' addetto al primo soccorso. Piccola nota da sopralluogo: la cassetta va anche tenuta rifornita, non basta appenderla al muro — i presìdi scaduti sono un rilievo classico.

DPI (Dispositivi di Protezione Individuale)

Guanti, scarpe, occhiali, imbracature: tutto ciò che il lavoratore indossa per proteggersi dai rischi che non si possono eliminare alla fonte (Titolo III, artt. 74-79). Tre categorie: dalla I (rischi minimi) alla III (rischi mortali, come le imbracature anticaduta), per cui è obbligatorio l'addestramento pratico, non basta la consegna. Il datore di lavoro li fornisce gratis; il lavoratore ha l'obbligo di usarli.

DUVRI

Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (art. 26). Serve quando fai entrare in azienda un'impresa esterna — pulizie, manutenzioni, impiantisti — e i vostri rischi si sommano. Lo redige il committente, non l'appaltatore. È tra i documenti più dimenticati che vedo: la guida pratica è in DUVRI: cos'è e quando serve.

DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)

Il documento cardine di tutto il sistema: fotografa ogni rischio presente in azienda e le misure adottate (artt. 17 e 28). Obbligatorio già con un solo lavoratore, deve avere data certa. La mancata redazione costa l'arresto da 3 a 6 mesi o un'ammenda da 3.559,60 a 9.112,57€ (art. 55). Come si fa, chi lo firma e quando si aggiorna: lo trovi nella pagina DVR — Documento di Valutazione dei Rischi.

E-learning (formazione a distanza)

La domanda che mi fanno tutti: "posso fare i corsi online?". Dipende. In e-learning si possono fare la formazione generale dei lavoratori, la specifica a rischio basso, i corsi per dirigenti e datori di lavoro, il modulo A per RSPP/ASPP e gran parte degli aggiornamenti, purché la piattaforma tracci accessi e tempi e ci sia una verifica finale. Restano invece obbligatoriamente in aula o in videoconferenza sincrona la formazione specifica a rischio medio e alto, il corso e l'aggiornamento dei preposti e tutta la parte pratica (addestramento DPI, antincendio, primo soccorso). Le regole aggiornate le ho raccolte nell'articolo sulla formazione dei lavoratori.

Formazione generale

Le prime 4 ore di formazione di ogni lavoratore: concetti di rischio, danno, prevenzione, diritti e doveri. È uguale per tutti i settori e vale come credito formativo permanente: se un dipendente l'ha già fatta da un precedente datore di lavoro, non va ripetuta. L'Accordo Stato-Regioni del 2025 ha riordinato tutta la materia — il quadro aggiornato è in formazione sicurezza lavoratori.

Formazione specifica

Dopo la generale arriva la specifica: 4, 8 o 12 ore a seconda che l'azienda sia a rischio basso, medio o alto, sui rischi concreti della mansione. Un barista fa 4 ore, un carpentiere 12. Aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. La domanda che mi fanno più spesso: "vale il corso online?" — per il rischio basso sì, per medio e alto la parte specifica va fatta in presenza o in videoconferenza sincrona.

HSE (Health, Safety & Environment)

Health, Safety & Environment: l'etichetta anglosassone per l'area salute, sicurezza e ambiente. L'HSE manager (norma UNI 11720) è una figura più ampia dell'RSPP: coordina anche ambiente ed energia. Nelle multinazionali i due ruoli convivono; nelle PMI italiane, in pratica, l'RSPP esterno copre gran parte di queste funzioni a una frazione del costo di un manager interno.

Idoneità alla mansione

Il giudizio che il medico competente esprime dopo la visita (art. 41): idoneo, idoneo con prescrizioni o limitazioni, inidoneo temporaneo o permanente. Non è un pezzo di carta: se il medico scrive "no movimentazione sopra i 10 kg" e tu assegni comunque quel compito, la responsabilità è tua. Contro il giudizio si può fare ricorso all'ASL entro 30 giorni.

INAIL

L'istituto che assicura i lavoratori contro infortuni e malattie professionali. Due cose da ricordare: la denuncia di infortunio va inviata entro 48 ore dalla ricezione del certificato (2 giorni di prognosi bastano a far scattare l'obbligo), e con il modulo OT23 puoi ottenere uno sconto sul premio se investi in sicurezza oltre gli obblighi di legge. Molte aziende lo ignorano e lasciano soldi sul tavolo.

Infortunio in itinere

L'infortunio che capita nel tragitto casa-lavoro (o tra due sedi, o nella pausa pranzo verso la mensa esterna). L'INAIL lo tutela, ma a condizioni precise: il percorso deve essere quello abituale e le deviazioni non necessitate (la classica sosta per una commissione personale) interrompono la copertura. L'uso dell'auto privata dev'essere necessitato — se hai un mezzo pubblico comodo e usi la macchina per comodità, la tutela può saltare. La bici è invece sempre coperta, in città o fuori. È un tema che tocca ogni azienda, anche quella con soli impiegati: non tutto finisce quando il dipendente esce dal cancello.

INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro)

L'ente ispettivo che, insieme alle ASL, vigila su lavoro e sicurezza. Dal 2021 (L. 215/2021) può sospendere l'attività per le gravi violazioni dell'Allegato I — mancata formazione, DVR assente, ponteggi irregolari — o se oltre il 10% del personale è in nero. La sospensione si revoca solo dopo la regolarizzazione e il pagamento di una somma aggiuntiva. Le sanzioni nel dettaglio: sanzioni per mancata nomina RSPP.

Lavoratore

Definizione più larga di quel che pensi: per l'art. 2, lett. a è lavoratore chiunque operi nella tua organizzazione, con o senza retribuzione. Quindi anche il tirocinante, il socio lavoratore, il familiare che dà una mano in negozio. È per questo che "non ho dipendenti, ho solo uno stagista" non ti esonera da DVR, nomina RSPP e formazione. Verificalo nelle domande frequenti.

Lavoratore equiparato

La categoria che manda in confusione tanti imprenditori. Oltre al lavoratore subordinato, la legge equipara figure senza un contratto classico: il socio lavoratore di cooperativa o di srl, lo studente in tirocinio o alternanza, l'allievo di un corso professionale che usa attrezzature, il volontario di un'associazione. Per loro scattano — con qualche adattamento — gli stessi obblighi di formazione, sorveglianza sanitaria e DPI. È il motivo per cui "tanto sono soci, non dipendenti" non è una scusa che regge davanti a un ispettore.

Medico competente

Il medico del lavoro che effettua visite ed esprime i giudizi di idoneità (artt. 25 e 41). Non serve sempre: è obbligatorio quando il DVR evidenzia rischi soggetti a sorveglianza sanitaria — videoterminali oltre 20 ore, movimentazione carichi, rumore, chimico. Un bar con due camerieri spesso non ne ha bisogno; un'officina quasi sempre sì. I casi concreti sono in medico competente: quando è obbligatorio.

MMC (Movimentazione Manuale dei Carichi)

Sollevare, spingere, tirare, trasportare a mano: tutto ciò che carica la schiena (Titolo VI, artt. 167-171). Non basta scrivere "rischio presente": la valutazione va fatta con un metodo, di solito l'indice NIOSH per il sollevamento o le tabelle di Snook-Ciriello per traino e spinta. Come riferimento, la norma ISO indica una massa limite di 25 kg per il maschio adulto e 20 kg per la donna, ma sono valori che scendono con età, frequenza e postura. Un magazzino, un'impresa di traslochi, un reparto di reso e-commerce: qui la MMC è spesso il rischio numero uno, e il medico competente va coinvolto per la sorveglianza.

Near miss (mancato infortunio)

Il pallet che cade a mezzo metro da un collega, la scala che scivola senza conseguenze: eventi che per puro caso non sono diventati infortuni. Le aziende serie li registrano e li analizzano, perché la piramide di Heinrich insegna che dietro un infortunio grave ci sono decine di near miss ignorati. Nei sistemi certificati UNI ISO 45001 la loro registrazione è un requisito, non un'opzione.

Nomina RSPP

L'atto con cui il datore di lavoro designa il proprio RSPP: obbligo non delegabile ex art. 17, da formalizzare per iscritto con data e accettazione dell'incaricato. Chi non nomina l'RSPP rischia l'arresto da 3 a 6 mesi o un'ammenda da 3.559,60 a 9.112,57€. Come si scrive la lettera, cosa deve contenere e come attivarla in 24 ore: pagina nomina RSPP.

Organigramma della sicurezza

Lo schema che dice chi fa cosa: datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS, preposti, addetti antincendio e primo soccorso. Va allegato al DVR e aggiornato a ogni cambio di ruolo. Durante i sopralluoghi lo chiedo per primo: se l'organigramma è fermo a tre anni fa, di solito lo è anche il resto. Come costruirlo: organigramma della sicurezza aziendale.

Patente a crediti

La novità più discussa degli ultimi anni. Dal 1° ottobre 2024 chi opera fisicamente nei cantieri — imprese e autonomi, anche stranieri — deve avere la patente a crediti rilasciata dall'Ispettorato del Lavoro. Si parte da 30 crediti, che calano con violazioni, provvedimenti e infortuni gravi. Sotto i 15 crediti non si può più lavorare in cantiere, salvo completare i lavori già avviati. Sono esclusi i fornitori di sole forniture e chi ha la SOA III o superiore. Ho spiegato requisiti, decurtazioni e recupero nell'articolo dedicato alla patente a crediti in edilizia e negli obblighi del settore costruzioni.

Piano di emergenza ed evacuazione

Il documento che stabilisce cosa fare quando suona l'allarme: vie di fuga, punto di raccolta, chi chiama i soccorsi, chi stacca il gas. Il DM 2 settembre 2021 lo richiede in forma scritta sopra i 10 lavoratori (o se c'è obbligo di CPI) e impone la prova di evacuazione periodica. Consiglio da campo: fatela davvero, non solo sulla carta — la prima prova reale rivela sempre sorprese.

POS (Piano Operativo di Sicurezza)

Il piano che ogni impresa esecutrice deve redigere per il singolo cantiere (art. 89 e Allegato XV): lavorazioni, attrezzature, DPI, sostanze usate. In pratica è il DVR calato su quel cantiere specifico. Senza POS non si entra in cantiere — e il CSE ha il dovere di verificarlo. Se hai un'impresa edile, parti dalla pagina RSPP per l'edilizia.

Preposto

Il capoturno, il capocantiere, il responsabile di sala: chi sovrintende e vigila sui colleghi (art. 2, lett. e; art. 19). Dalla L. 215/2021 la sua individuazione è obbligatoria e ha il potere-dovere di interrompere l'attività pericolosa. Formazione di 12 ore con aggiornamento di 6 ore ogni 2 anni, il più stretto di tutti. Ruolo, compiti e sanzioni: preposto: chi è e quali obblighi ha.

Prevenzione

Tutto ciò che riduce la probabilità che l'incidente accada (art. 2, lett. n): eliminare il rischio alla fonte, sostituire ciò che è pericoloso, procedure, manutenzione, formazione. La gerarchia è precisa: prima si previene, poi si protegge. Comprare caschi per un rischio che potevi eliminare non è prevenzione — è un cerotto. È il principio che guida ogni valutazione seria dei rischi.

Protezione

La seconda linea di difesa: le misure che riducono la gravità del danno quando l'evento accade comunque. Protezioni collettive prima (carter delle macchine, parapetti, porte tagliafuoco), individuali poi (i DPI). L'ordine non è casuale: il D.Lgs 81/08 impone di privilegiare sempre le misure collettive rispetto a quelle individuali. Il parapetto protegge tutti; l'imbracatura solo chi la indossa correttamente.

PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento)

Il piano che il CSP redige per conto del committente nei cantieri con più imprese (art. 100): analizza le interferenze tra le lavorazioni, organizza il cronoprogramma e stima i costi della sicurezza, che non sono ribassabili in gara. I POS delle singole imprese devono essere coerenti con il PSC. Nei cantieri privati piccoli è il documento che più spesso manca del tutto.

Radiazioni ottiche artificiali (ROA)

La luce, quando è artificiale e intensa, diventa un rischio (Titolo VIII, Capo V, artt. 213-220). Il caso da manuale è la saldatura ad arco: chi ha mai visto un saldatore sa cos'è il "colpo della luce", la cheratocongiuntivite da UV che brucia gli occhi la sera. Ma ci sono anche le lampade abbronzanti e le apparecchiature laser dell'estetica, i forni industriali, la polimerizzazione UV. Si valutano occhi e pelle e si scelgono schermi, filtri e DPI adeguati. Nel settore benessere il tema torna spesso: ne parlo nell'articolo sulla sicurezza per parrucchieri ed estetiste.

Registro degli esposti

Un adempimento pesante ma serio. Quando in azienda ci sono agenti cancerogeni o mutageni (art. 243) o certi agenti biologici dei gruppi 3 e 4 (art. 280), il datore di lavoro deve iscrivere i lavoratori esposti in un registro, indicando attività, sostanza e livello di esposizione. Il registro va comunicato a INAIL e ASL e conservato per 40 anni dalla cessazione dell'esposizione per i cancerogeni. Serve a ricostruire, anche a distanza di decenni, il nesso tra una malattia professionale e ciò che quella persona ha respirato o toccato.

Rischio chimico

Non pensare solo alla fabbrica chimica: il rischio chimico (Titolo IX, artt. 221-232) entra in officina con i solventi, dal parrucchiere con tinte e decoloranti, nelle pulizie con i detergenti concentrati. Il punto di partenza sono le schede dati di sicurezza (SDS) a 16 sezioni che il fornitore è obbligato a darti: da lì si ricavano frasi di pericolo, DPI e misure. La legge distingue tra rischio "basso per la sicurezza e irrilevante per la salute" (con obblighi ridotti) e rischio non irrilevante, che impone misure specifiche e spesso sorveglianza sanitaria. Un consiglio: tieni un archivio ordinato delle SDS aggiornate, è la prima cosa che chiedo entrando in officina.

Riunione periodica (art. 35)

Almeno una volta l'anno, nelle aziende con più di 15 lavoratori, datore di lavoro, RSPP, medico competente e RLS si siedono allo stesso tavolo (art. 35): DVR, andamento infortuni, DPI, formazione. Serve il verbale scritto. Sotto i 15 lavoratori può chiederla l'RLS. Fatta bene è un tagliando annuale prezioso, non una formalità: come organizzarla è in riunione periodica art. 35.

RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza)

La voce dei lavoratori sulla sicurezza: eletto dai colleghi, va consultato su valutazione dei rischi, nomine e formazione (artt. 47-50). Corso iniziale di 32 ore, aggiornamento annuale nelle aziende sopra i 15 lavoratori. Se nessuno si candida, non puoi "nominarlo d'ufficio": si comunica all'INAIL che le funzioni sono svolte dall'RLS territoriale. Tutto il ruolo spiegato in RLS: chi è e cosa fa.

RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)

Il "regista" della prevenzione aziendale: individua i fattori di rischio, propone le misure e i programmi di formazione, partecipa alla riunione periodica (art. 33). Requisiti stringenti ex art. 32: moduli A, B e C più aggiornamento continuo. Ogni azienda con almeno un lavoratore deve averlo. Può essere interno, il datore di lavoro stesso o un professionista esterno — la formula più usata dalle PMI, spiegata nella pagina RSPP esterno.

RSPP datore di lavoro

Il datore di lavoro può fare l'RSPP di sé stesso, ma non sempre e non senza formazione. È possibile solo entro i limiti dell'Allegato II (ad esempio artigianato e industria fino a 30 addetti, aziende agricole fino a 30) e a patto di frequentare il corso per datore di lavoro e il modulo DL-SPP, 16 + 8 ore più un modulo integrativo in agricoltura, pesca, costruzioni e chimica, con aggiornamento di 8 ore ogni 5 anni. Per una micro-impresa a rischio basso può avere senso; per chi ha poco tempo o un'attività più complessa quasi mai. Quando conviene davvero e quando no lo spiego nella pagina RSPP datore di lavoro e nell'articolo su quando il datore può fare l'RSPP.

Rumore (esposizione)

Il rischio più sottovalutato perché non si vede e agisce lento (Titolo VIII, Capo II, artt. 187-198). La legge fissa valori d'azione a 80 e 85 dB(A) e un valore limite di 87 dB(A): sopra gli 80 dB metti a disposizione gli otoprotettori e informi i lavoratori, sopra gli 85 il loro uso è obbligatorio e scatta la sorveglianza sanitaria con audiometria. Officine, falegnamerie, presse, ma anche cucine industriali e sale prove: la misura la fa un tecnico con il fonometro, non si va a occhio. L'ipoacusia da rumore è tra le prime malattie professionali denunciate all'INAIL ogni anno.

SGSL (Sistema di Gestione della Sicurezza)

Un modo strutturato di gestire la sicurezza: politica, obiettivi, audit, riesame. Il punto forte è l'art. 30: un SGSL efficacemente attuato (conforme a UNI ISO 45001 o alle Linee Guida UNI-INAIL) protegge l'azienda dalla responsabilità amministrativa ex D.Lgs 231/01 in caso di infortunio grave. Per una PMI può sembrare sovradimensionato, ma alcuni principi — registrare i near miss, fare audit interni — valgono per tutti.

Sopralluogo

La visita dell'RSPP in azienda: si guardano macchine, impianti, depositi, estintori, ma soprattutto i comportamenti reali delle persone. Un DVR scritto senza aver mai visto i luoghi non vale la carta su cui è stampato — e gli ispettori se ne accorgono in dieci minuti. Nel nostro servizio il sopralluogo annuale è in presenza per le aziende a Roma e provincia, da remoto per il resto d'Italia: cosa controllo esattamente lo racconto in sopralluogo RSPP: cosa controlla.

Sorveglianza sanitaria

Le visite mediche — preventiva, periodica, al rientro dopo 60 giorni di assenza, al cambio mansione — che il medico competente effettua sui lavoratori esposti a rischi specifici (art. 41). La periodicità la decide il medico in base al rischio: ogni 5 anni per i videoterminalisti under 50, ogni 2 sopra. Far lavorare qualcuno senza visita preventiva, dove prevista, è una delle contestazioni più frequenti in ispezione.

Sospensione dell'attività imprenditoriale

La sanzione che fa più paura, perché non è una multa da pagare con calma: è la chiusura immediata del cantiere o del reparto (art. 14). Scatta se oltre il 10% dei presenti è in nero o per le gravi violazioni dell'Allegato I — lavori in quota senza protezioni, mancata formazione, DVR assente. Per ripartire non basta rimettersi in regola: serve pagare una somma aggiuntiva (a partire da 2.500€ circa) oltre alla regolarizzazione, e continuare a lavorare durante la sospensione è reato. È l'arma principale dell' Ispettorato Nazionale del Lavoro: cosa controlla di preciso lo racconto nell'articolo su come funziona un'ispezione in azienda.

Stress lavoro-correlato

L'unico rischio psicosociale con valutazione obbligatoria per tutte le aziende (art. 28), grande o piccola che sia. Si parte dalla valutazione preliminare con la metodologia INAIL: indicatori oggettivi come turnover, assenze, straordinari, conflitti segnalati. Se il risultato è critico si passa alla fase approfondita con questionari ai lavoratori. Nel DVR non può mancare: è una delle prime pagine che un ispettore va a cercare.

TU 81/08 (Testo Unico Sicurezza)

Il D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81: 306 articoli e 51 allegati che raccolgono in un testo unico tutta la normativa sulla salute e sicurezza. Ha sostituito la 626/94 e viene aggiornato di continuo (ultimi ritocchi rilevanti con la L. 215/2021 sui preposti). Se hai anche un solo lavoratore, ti riguarda. Per capire quali obblighi si applicano alla tua azienda, il punto di partenza è la consulenza sicurezza sul lavoro.

UNI EN ISO

Le sigle davanti al numero di una norma dicono chi l'ha adottata: ISO è l'ente internazionale, EN il recepimento europeo (CEN), UNI quello italiano. "UNI EN ISO 45001" significa quindi la stessa norma valida ovunque. Da sapere: le norme tecniche sono volontarie, non leggi — ma quando il D.Lgs 81/08 le richiama (come per certi DPI o la segnaletica UNI EN ISO 7010) rispettarle diventa di fatto obbligatorio. Le compri, non sono scaricabili gratis, e questo sorprende sempre chi si affaccia al mondo della sicurezza.

UNI ISO 45001

Lo standard internazionale per i sistemi di gestione della sicurezza, che dal 2021 ha definitivamente sostituito la OHSAS 18001. Certificarsi è volontario, ma porta vantaggi concreti: efficacia esimente ex art. 30, punteggi nei bandi pubblici, sconto INAIL tramite OT23. La chiedono sempre più spesso i grandi committenti ai fornitori — soprattutto in logistica e nel manifatturiero, dove è quasi diventata un biglietto da visita.

Unità produttiva

Lo stabilimento o la struttura con autonomia finanziaria e tecnico-funzionale (art. 2, lett. t). Non è un dettaglio da giuristi: da qui dipendono l'obbligo di riunione periodica, le squadre di emergenza per ogni sede e l'organizzazione del servizio di prevenzione. Se hai più sedi operative, ognuna va coperta — nel nostro servizio ogni sede aggiuntiva costa 250€ l'anno, come indicato nella pagina costi del RSPP esterno.

Verifica periodica di impianti e attrezzature

Alcune attrezzature non basta comprarle a norma: vanno ricontrollate a scadenza per tutta la vita utile (art. 71, Allegato VII). Riguarda gru e apparecchi di sollevamento, ponti mobili sviluppabili, idroestrattori, e — via DPR 462/2001 — impianti di messa a terra e protezione dalle scariche atmosferiche. La prima verifica la fa l'INAIL, le successive l'ASL/ARPA o un organismo abilitato, con periodicità che va da 1 a 5 anni secondo il tipo. Sono i documenti che, durante un sopralluogo, chiedo subito dopo il DVR: un impianto di terra mai verificato è un rilievo garantito.

Vibrazioni meccaniche

Due mondi diversi sotto la stessa parola (Titolo VIII, Capo III, artt. 199-205). Le vibrazioni mano-braccio arrivano dagli utensili — martelli demolitori, smerigliatrici, motoseghe — e a lungo andare danno la sindrome del dito bianco. Quelle al corpo intero colpiscono chi guida carrelli elevatori, escavatori, camion su fondi sconnessi, e si scaricano sulla colonna. Anche qui la valutazione è strumentale e tiene conto del tempo di esposizione giornaliero. Nel trasporto e nella logistica è un rischio quotidiano: gli obblighi tipici sono nella pagina RSPP per logistica e trasporti.

Videoterminalista

Chi lavora al videoterminale per almeno 20 ore a settimana (artt. 172-177): praticamente ogni impiegato moderno. Diritti precisi: pausa di 15 minuti ogni 120 di applicazione continuativa e sorveglianza sanitaria con controllo della vista. Vale anche in smart working. Se la tua azienda è fatta di scrivanie e monitor, gli obblighi tipici sono raccolti in RSPP per uffici e servizi.

Manca un termine? Ti serve più della definizione?

Un glossario chiarisce le parole, ma non mette in regola l'azienda. Se dopo aver letto queste voci ti sei accorto che manca la nomina del RSPP, che il DVR è da aggiornare o che nessuno segue gli adempimenti, dai un'occhiata alle pagine dedicate al tuo settore — ristorazione, officine, logistica e trasporti, commercio — oppure scrivici: rispondiamo entro 24 ore, e le risposte alle domande più comuni sono già nelle FAQ.

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