Addetto antincendio
È il lavoratore che il datore di lavoro designa per la prevenzione incendi e la gestione delle emergenze (art. 18 D.Lgs 81/08). Non può rifiutare l'incarico, se non per giustificato motivo. Il corso è disciplinato dal DM 2 settembre 2021: 4, 8 o 16 ore a seconda del livello di rischio. Anche un ufficio con 3 persone deve averne almeno uno formato — ne parlo nell'articolo sulla squadra di emergenza aziendale.
Addetto primo soccorso
Il collega formato per intervenire in caso di malore o infortunio, in attesa del 118. Il riferimento è il DM 388/2003, che divide le aziende in gruppi A, B e C: il corso dura 16 ore per il gruppo A, 12 per B e C, con aggiornamento triennale di 6 o 4 ore. La cassetta di primo soccorso o il pacchetto di medicazione sono l'altra metà dell'obbligo.
Agente biologico
Batteri, virus, muffe e parassiti che possono provocare infezioni, allergie o intossicazioni (Titolo X, artt. 266-286). La legge li divide in 4 gruppi: dal gruppo 1 (difficile che causi malattia) al gruppo 4 (patologie gravi, senza profilassi efficace). Non riguarda solo gli ospedali: ci faccio i conti nei sopralluoghi in impianti di depurazione, allevamenti, aziende alimentari e nella raccolta rifiuti. Chi tratta pazienti o campioni biologici trova gli obblighi tipici nella pagina RSPP per sanità e studi medici.
Aggiornamento quinquennale RSPP
Chi fa l'RSPP deve seguire 40 ore di formazione ogni 5 anni (Accordo Stato-Regioni). Sembra burocrazia, ma è la prima cosa che un ispettore verifica: un RSPP con aggiornamento scaduto equivale, di fatto, a un RSPP non formato. Prima di firmare un incarico chiedi sempre gli attestati — trovi l'elenco completo dei titoli richiesti nell'articolo sui requisiti del RSPP.
ASPP
L'Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione lavora a supporto dell'RSPP, senza esserne il responsabile. Segue i moduli A e B ma non il modulo C, riservato a chi guida il servizio. Nelle PMI l'ASPP interno è raro; nelle aziende strutturate fa da occhi e orecchie del RSPP in reparto. Le differenze precise le ho spiegate in RSPP e ASPP: le differenze.
ATECO (codice)
Il codice ISTAT che classifica la tua attività. Per la sicurezza conta parecchio: determina la classe di rischio (basso, medio, alto), le ore di formazione dei lavoratori e — nel nostro caso — il canone del servizio: un ufficio a rischio basso parte da 490€ l'anno, un'officina a rischio alto da 1.290€. Tutte le tariffe sono nella pagina costo RSPP esterno.
ATEX (atmosfere esplosive)
Le atmosfere esplosive generate da gas, vapori o polveri combustibili (Titolo XI e Allegato XLIX). Ci si pensa poco, ma il rischio è ovunque ci sia polvere fine sospesa: un mulino, un silo di cereali, una falegnameria, persino un panificio con la farina in aria. Il datore di lavoro deve classificare le zone (0/1/2 per i gas, 20/21/22 per le polveri) e redigere il Documento di Protezione contro le Esplosioni. Nel manifatturiero è uno dei capitoli più tecnici del DVR: ne trovi il contesto nella pagina RSPP per l'industria manifatturiera.
Audit (verifica ispettiva)
Non è un sopralluogo qualsiasi: è una verifica strutturata, con piano, evidenze e rapporto scritto, per capire se quanto è scritto nelle procedure viene fatto davvero. C'è l'audit interno (di prima parte), che l'azienda si fa da sola, e quello di terza parte, condotto dall'ente che rilascia la certificazione. È il cuore di un sistema di gestione della sicurezza conforme alla UNI ISO 45001: senza audit periodici, il sistema è solo un raccoglitore che prende polvere.
Campo elettromagnetico (CEM)
L'esposizione a campi da 0 Hz a 300 GHz (Titolo VIII, Capo IV, artt. 206-212): saldatura, elettrolisi, forni a induzione, antenne, apparecchi per risonanza magnetica. La valutazione confronta l'esposizione con i valori limite, ma la parte che spesso si dimentica sono i lavoratori particolarmente sensibili: portatori di pacemaker o di altri dispositivi medici impiantati, e le lavoratrici in gravidanza. Per loro le soglie sono molto più basse e va prevista una tutela specifica, che il medico competente definisce caso per caso.
Cartella sanitaria e di rischio
La "scheda clinica" che il medico competente tiene per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria (art. 25): visite, giudizi, esami. È coperta da segreto professionale: il datore di lavoro non può vederne il contenuto clinico, riceve solo il giudizio di idoneità. Va custodita dal medico con salvaguardia del segreto e conservata per almeno 10 anni; alla cessazione dell'incarico o del rapporto, se ne consegna copia. Attenzione a chi la lascia in un cassetto qualsiasi: è un dato sanitario, e il GDPR non perdona.
CPI (Certificato Prevenzione Incendi)
L'attestazione antincendio dei Vigili del Fuoco, oggi gestita tramite SCIA per le attività elencate nel DPR 151/2011 (categorie A, B e C: autorimesse sopra i 300 m², depositi, strutture ricettive oltre 25 posti letto...). Il rinnovo è quinquennale. Durante i sopralluoghi trovo spesso CPI scaduti da anni: è uno dei rilievi più frequenti — e più costosi — in caso di ispezione.
CSE / CSP
Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e di Esecuzione (CSE): figure del Titolo IV del D.Lgs 81/08, obbligatorie quando in cantiere operano più imprese, anche non contemporaneamente. Il CSP redige il PSC, il CSE vigila che venga rispettato. Se lavori in edilizia, il quadro completo degli obblighi è nella pagina RSPP per il settore edilizia.
Datore di lavoro
Non è solo "il titolare": per l'art. 2 del D.Lgs 81/08 è chi ha la responsabilità dell'organizzazione e i poteri decisionali e di spesa. Ha due obblighi che non può delegare a nessuno (art. 17): valutare i rischi e nominare l'RSPP. In certi casi può svolgere lui stesso il ruolo di RSPP — quando sì e quando no lo trovi in RSPP datore di lavoro.
Dirigente (per la sicurezza)
Chi attua le direttive del datore di lavoro organizzando il lavoro e vigilando (art. 2, lett. d). Attenzione: conta l'esercizio di fatto dei poteri, non l'inquadramento contrattuale. Un responsabile di produzione che decide turni e macchine è dirigente per la sicurezza anche se in busta paga risulta impiegato. Per lui serve una formazione dedicata di 12 ore (Accordo Stato-Regioni 2025), con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni.
DM 388/2003
Il regolamento del primo soccorso aziendale. Divide le imprese in tre gruppi in base ad attività, indice infortunistico INAIL e numero di dipendenti: il gruppo A (il più rischioso, es. cantieri, aziende chimiche) pretende più mezzi e formazione dei gruppi B e C. Stabilisce cosa deve contenere la cassetta di primo soccorso o il pacchetto di medicazione e impone la formazione dell' addetto al primo soccorso. Piccola nota da sopralluogo: la cassetta va anche tenuta rifornita, non basta appenderla al muro — i presìdi scaduti sono un rilievo classico.
DPI (Dispositivi di Protezione Individuale)
Guanti, scarpe, occhiali, imbracature: tutto ciò che il lavoratore indossa per proteggersi dai rischi che non si possono eliminare alla fonte (Titolo III, artt. 74-79). Tre categorie: dalla I (rischi minimi) alla III (rischi mortali, come le imbracature anticaduta), per cui è obbligatorio l'addestramento pratico, non basta la consegna. Il datore di lavoro li fornisce gratis; il lavoratore ha l'obbligo di usarli.
DUVRI
Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (art. 26). Serve quando fai entrare in azienda un'impresa esterna — pulizie, manutenzioni, impiantisti — e i vostri rischi si sommano. Lo redige il committente, non l'appaltatore. È tra i documenti più dimenticati che vedo: la guida pratica è in DUVRI: cos'è e quando serve.
DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)
Il documento cardine di tutto il sistema: fotografa ogni rischio presente in azienda e le misure adottate (artt. 17 e 28). Obbligatorio già con un solo lavoratore, deve avere data certa. La mancata redazione costa l'arresto da 3 a 6 mesi o un'ammenda da 3.559,60 a 9.112,57€ (art. 55). Come si fa, chi lo firma e quando si aggiorna: lo trovi nella pagina DVR — Documento di Valutazione dei Rischi.
E-learning (formazione a distanza)
La domanda che mi fanno tutti: "posso fare i corsi online?". Dipende. In e-learning si possono fare la formazione generale dei lavoratori, la specifica a rischio basso, i corsi per dirigenti e datori di lavoro, il modulo A per RSPP/ASPP e gran parte degli aggiornamenti, purché la piattaforma tracci accessi e tempi e ci sia una verifica finale. Restano invece obbligatoriamente in aula o in videoconferenza sincrona la formazione specifica a rischio medio e alto, il corso e l'aggiornamento dei preposti e tutta la parte pratica (addestramento DPI, antincendio, primo soccorso). Le regole aggiornate le ho raccolte nell'articolo sulla formazione dei lavoratori.
Le prime 4 ore di formazione di ogni lavoratore: concetti di rischio, danno, prevenzione, diritti e doveri. È uguale per tutti i settori e vale come credito formativo permanente: se un dipendente l'ha già fatta da un precedente datore di lavoro, non va ripetuta. L'Accordo Stato-Regioni del 2025 ha riordinato tutta la materia — il quadro aggiornato è in formazione sicurezza lavoratori.
Dopo la generale arriva la specifica: 4, 8 o 12 ore a seconda che l'azienda sia a rischio basso, medio o alto, sui rischi concreti della mansione. Un barista fa 4 ore, un carpentiere 12. Aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. La domanda che mi fanno più spesso: "vale il corso online?" — per il rischio basso sì, per medio e alto la parte specifica va fatta in presenza o in videoconferenza sincrona.
HSE (Health, Safety & Environment)
Health, Safety & Environment: l'etichetta anglosassone per l'area salute, sicurezza e ambiente. L'HSE manager (norma UNI 11720) è una figura più ampia dell'RSPP: coordina anche ambiente ed energia. Nelle multinazionali i due ruoli convivono; nelle PMI italiane, in pratica, l'RSPP esterno copre gran parte di queste funzioni a una frazione del costo di un manager interno.
Idoneità alla mansione
Il giudizio che il medico competente esprime dopo la visita (art. 41): idoneo, idoneo con prescrizioni o limitazioni, inidoneo temporaneo o permanente. Non è un pezzo di carta: se il medico scrive "no movimentazione sopra i 10 kg" e tu assegni comunque quel compito, la responsabilità è tua. Contro il giudizio si può fare ricorso all'ASL entro 30 giorni.
INAIL
L'istituto che assicura i lavoratori contro infortuni e malattie professionali. Due cose da ricordare: la denuncia di infortunio va inviata entro 48 ore dalla ricezione del certificato (2 giorni di prognosi bastano a far scattare l'obbligo), e con il modulo OT23 puoi ottenere uno sconto sul premio se investi in sicurezza oltre gli obblighi di legge. Molte aziende lo ignorano e lasciano soldi sul tavolo.
Infortunio in itinere
L'infortunio che capita nel tragitto casa-lavoro (o tra due sedi, o nella pausa pranzo verso la mensa esterna). L'INAIL lo tutela, ma a condizioni precise: il percorso deve essere quello abituale e le deviazioni non necessitate (la classica sosta per una commissione personale) interrompono la copertura. L'uso dell'auto privata dev'essere necessitato — se hai un mezzo pubblico comodo e usi la macchina per comodità, la tutela può saltare. La bici è invece sempre coperta, in città o fuori. È un tema che tocca ogni azienda, anche quella con soli impiegati: non tutto finisce quando il dipendente esce dal cancello.
INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro)
L'ente ispettivo che, insieme alle ASL, vigila su lavoro e sicurezza. Dal 2021 (L. 215/2021) può sospendere l'attività per le gravi violazioni dell'Allegato I — mancata formazione, DVR assente, ponteggi irregolari — o se oltre il 10% del personale è in nero. La sospensione si revoca solo dopo la regolarizzazione e il pagamento di una somma aggiuntiva. Le sanzioni nel dettaglio: sanzioni per mancata nomina RSPP.
Lavoratore
Definizione più larga di quel che pensi: per l'art. 2, lett. a è lavoratore chiunque operi nella tua organizzazione, con o senza retribuzione. Quindi anche il tirocinante, il socio lavoratore, il familiare che dà una mano in negozio. È per questo che "non ho dipendenti, ho solo uno stagista" non ti esonera da DVR, nomina RSPP e formazione. Verificalo nelle domande frequenti.
Lavoratore equiparato
La categoria che manda in confusione tanti imprenditori. Oltre al lavoratore subordinato, la legge equipara figure senza un contratto classico: il socio lavoratore di cooperativa o di srl, lo studente in tirocinio o alternanza, l'allievo di un corso professionale che usa attrezzature, il volontario di un'associazione. Per loro scattano — con qualche adattamento — gli stessi obblighi di formazione, sorveglianza sanitaria e DPI. È il motivo per cui "tanto sono soci, non dipendenti" non è una scusa che regge davanti a un ispettore.
Medico competente
Il medico del lavoro che effettua visite ed esprime i giudizi di idoneità (artt. 25 e 41). Non serve sempre: è obbligatorio quando il DVR evidenzia rischi soggetti a sorveglianza sanitaria — videoterminali oltre 20 ore, movimentazione carichi, rumore, chimico. Un bar con due camerieri spesso non ne ha bisogno; un'officina quasi sempre sì. I casi concreti sono in medico competente: quando è obbligatorio.
MMC (Movimentazione Manuale dei Carichi)
Sollevare, spingere, tirare, trasportare a mano: tutto ciò che carica la schiena (Titolo VI, artt. 167-171). Non basta scrivere "rischio presente": la valutazione va fatta con un metodo, di solito l'indice NIOSH per il sollevamento o le tabelle di Snook-Ciriello per traino e spinta. Come riferimento, la norma ISO indica una massa limite di 25 kg per il maschio adulto e 20 kg per la donna, ma sono valori che scendono con età, frequenza e postura. Un magazzino, un'impresa di traslochi, un reparto di reso e-commerce: qui la MMC è spesso il rischio numero uno, e il medico competente va coinvolto per la sorveglianza.
Near miss (mancato infortunio)
Il pallet che cade a mezzo metro da un collega, la scala che scivola senza conseguenze: eventi che per puro caso non sono diventati infortuni. Le aziende serie li registrano e li analizzano, perché la piramide di Heinrich insegna che dietro un infortunio grave ci sono decine di near miss ignorati. Nei sistemi certificati UNI ISO 45001 la loro registrazione è un requisito, non un'opzione.
Nomina RSPP
L'atto con cui il datore di lavoro designa il proprio RSPP: obbligo non delegabile ex art. 17, da formalizzare per iscritto con data e accettazione dell'incaricato. Chi non nomina l'RSPP rischia l'arresto da 3 a 6 mesi o un'ammenda da 3.559,60 a 9.112,57€. Come si scrive la lettera, cosa deve contenere e come attivarla in 24 ore: pagina nomina RSPP.
Organigramma della sicurezza
Lo schema che dice chi fa cosa: datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS, preposti, addetti antincendio e primo soccorso. Va allegato al DVR e aggiornato a ogni cambio di ruolo. Durante i sopralluoghi lo chiedo per primo: se l'organigramma è fermo a tre anni fa, di solito lo è anche il resto. Come costruirlo: organigramma della sicurezza aziendale.
Patente a crediti
La novità più discussa degli ultimi anni. Dal 1° ottobre 2024 chi opera fisicamente nei cantieri — imprese e autonomi, anche stranieri — deve avere la patente a crediti rilasciata dall'Ispettorato del Lavoro. Si parte da 30 crediti, che calano con violazioni, provvedimenti e infortuni gravi. Sotto i 15 crediti non si può più lavorare in cantiere, salvo completare i lavori già avviati. Sono esclusi i fornitori di sole forniture e chi ha la SOA III o superiore. Ho spiegato requisiti, decurtazioni e recupero nell'articolo dedicato alla patente a crediti in edilizia e negli obblighi del settore costruzioni.
Piano di emergenza ed evacuazione
Il documento che stabilisce cosa fare quando suona l'allarme: vie di fuga, punto di raccolta, chi chiama i soccorsi, chi stacca il gas. Il DM 2 settembre 2021 lo richiede in forma scritta sopra i 10 lavoratori (o se c'è obbligo di CPI) e impone la prova di evacuazione periodica. Consiglio da campo: fatela davvero, non solo sulla carta — la prima prova reale rivela sempre sorprese.
POS (Piano Operativo di Sicurezza)
Il piano che ogni impresa esecutrice deve redigere per il singolo cantiere (art. 89 e Allegato XV): lavorazioni, attrezzature, DPI, sostanze usate. In pratica è il DVR calato su quel cantiere specifico. Senza POS non si entra in cantiere — e il CSE ha il dovere di verificarlo. Se hai un'impresa edile, parti dalla pagina RSPP per l'edilizia.
Preposto
Il capoturno, il capocantiere, il responsabile di sala: chi sovrintende e vigila sui colleghi (art. 2, lett. e; art. 19). Dalla L. 215/2021 la sua individuazione è obbligatoria e ha il potere-dovere di interrompere l'attività pericolosa. Formazione di 12 ore con aggiornamento di 6 ore ogni 2 anni, il più stretto di tutti. Ruolo, compiti e sanzioni: preposto: chi è e quali obblighi ha.
Prevenzione
Tutto ciò che riduce la probabilità che l'incidente accada (art. 2, lett. n): eliminare il rischio alla fonte, sostituire ciò che è pericoloso, procedure, manutenzione, formazione. La gerarchia è precisa: prima si previene, poi si protegge. Comprare caschi per un rischio che potevi eliminare non è prevenzione — è un cerotto. È il principio che guida ogni valutazione seria dei rischi.
Protezione
La seconda linea di difesa: le misure che riducono la gravità del danno quando l'evento accade comunque. Protezioni collettive prima (carter delle macchine, parapetti, porte tagliafuoco), individuali poi (i DPI). L'ordine non è casuale: il D.Lgs 81/08 impone di privilegiare sempre le misure collettive rispetto a quelle individuali. Il parapetto protegge tutti; l'imbracatura solo chi la indossa correttamente.
PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento)
Il piano che il CSP redige per conto del committente nei cantieri con più imprese (art. 100): analizza le interferenze tra le lavorazioni, organizza il cronoprogramma e stima i costi della sicurezza, che non sono ribassabili in gara. I POS delle singole imprese devono essere coerenti con il PSC. Nei cantieri privati piccoli è il documento che più spesso manca del tutto.
Radiazioni ottiche artificiali (ROA)
La luce, quando è artificiale e intensa, diventa un rischio (Titolo VIII, Capo V, artt. 213-220). Il caso da manuale è la saldatura ad arco: chi ha mai visto un saldatore sa cos'è il "colpo della luce", la cheratocongiuntivite da UV che brucia gli occhi la sera. Ma ci sono anche le lampade abbronzanti e le apparecchiature laser dell'estetica, i forni industriali, la polimerizzazione UV. Si valutano occhi e pelle e si scelgono schermi, filtri e DPI adeguati. Nel settore benessere il tema torna spesso: ne parlo nell'articolo sulla sicurezza per parrucchieri ed estetiste.
Registro degli esposti
Un adempimento pesante ma serio. Quando in azienda ci sono agenti cancerogeni o mutageni (art. 243) o certi agenti biologici dei gruppi 3 e 4 (art. 280), il datore di lavoro deve iscrivere i lavoratori esposti in un registro, indicando attività, sostanza e livello di esposizione. Il registro va comunicato a INAIL e ASL e conservato per 40 anni dalla cessazione dell'esposizione per i cancerogeni. Serve a ricostruire, anche a distanza di decenni, il nesso tra una malattia professionale e ciò che quella persona ha respirato o toccato.
Rischio chimico
Non pensare solo alla fabbrica chimica: il rischio chimico (Titolo IX, artt. 221-232) entra in officina con i solventi, dal parrucchiere con tinte e decoloranti, nelle pulizie con i detergenti concentrati. Il punto di partenza sono le schede dati di sicurezza (SDS) a 16 sezioni che il fornitore è obbligato a darti: da lì si ricavano frasi di pericolo, DPI e misure. La legge distingue tra rischio "basso per la sicurezza e irrilevante per la salute" (con obblighi ridotti) e rischio non irrilevante, che impone misure specifiche e spesso sorveglianza sanitaria. Un consiglio: tieni un archivio ordinato delle SDS aggiornate, è la prima cosa che chiedo entrando in officina.
Riunione periodica (art. 35)
Almeno una volta l'anno, nelle aziende con più di 15 lavoratori, datore di lavoro, RSPP, medico competente e RLS si siedono allo stesso tavolo (art. 35): DVR, andamento infortuni, DPI, formazione. Serve il verbale scritto. Sotto i 15 lavoratori può chiederla l'RLS. Fatta bene è un tagliando annuale prezioso, non una formalità: come organizzarla è in riunione periodica art. 35.
RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza)
La voce dei lavoratori sulla sicurezza: eletto dai colleghi, va consultato su valutazione dei rischi, nomine e formazione (artt. 47-50). Corso iniziale di 32 ore, aggiornamento annuale nelle aziende sopra i 15 lavoratori. Se nessuno si candida, non puoi "nominarlo d'ufficio": si comunica all'INAIL che le funzioni sono svolte dall'RLS territoriale. Tutto il ruolo spiegato in RLS: chi è e cosa fa.
RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)
Il "regista" della prevenzione aziendale: individua i fattori di rischio, propone le misure e i programmi di formazione, partecipa alla riunione periodica (art. 33). Requisiti stringenti ex art. 32: moduli A, B e C più aggiornamento continuo. Ogni azienda con almeno un lavoratore deve averlo. Può essere interno, il datore di lavoro stesso o un professionista esterno — la formula più usata dalle PMI, spiegata nella pagina RSPP esterno.
RSPP datore di lavoro
Il datore di lavoro può fare l'RSPP di sé stesso, ma non sempre e non senza formazione. È possibile solo entro i limiti dell'Allegato II (ad esempio artigianato e industria fino a 30 addetti, aziende agricole fino a 30) e a patto di frequentare il corso per datore di lavoro e il modulo DL-SPP, 16 + 8 ore più un modulo integrativo in agricoltura, pesca, costruzioni e chimica, con aggiornamento di 8 ore ogni 5 anni. Per una micro-impresa a rischio basso può avere senso; per chi ha poco tempo o un'attività più complessa quasi mai. Quando conviene davvero e quando no lo spiego nella pagina RSPP datore di lavoro e nell'articolo su quando il datore può fare l'RSPP.
Rumore (esposizione)
Il rischio più sottovalutato perché non si vede e agisce lento (Titolo VIII, Capo II, artt. 187-198). La legge fissa valori d'azione a 80 e 85 dB(A) e un valore limite di 87 dB(A): sopra gli 80 dB metti a disposizione gli otoprotettori e informi i lavoratori, sopra gli 85 il loro uso è obbligatorio e scatta la sorveglianza sanitaria con audiometria. Officine, falegnamerie, presse, ma anche cucine industriali e sale prove: la misura la fa un tecnico con il fonometro, non si va a occhio. L'ipoacusia da rumore è tra le prime malattie professionali denunciate all'INAIL ogni anno.
SGSL (Sistema di Gestione della Sicurezza)
Un modo strutturato di gestire la sicurezza: politica, obiettivi, audit, riesame. Il punto forte è l'art. 30: un SGSL efficacemente attuato (conforme a UNI ISO 45001 o alle Linee Guida UNI-INAIL) protegge l'azienda dalla responsabilità amministrativa ex D.Lgs 231/01 in caso di infortunio grave. Per una PMI può sembrare sovradimensionato, ma alcuni principi — registrare i near miss, fare audit interni — valgono per tutti.
Sopralluogo
La visita dell'RSPP in azienda: si guardano macchine, impianti, depositi, estintori, ma soprattutto i comportamenti reali delle persone. Un DVR scritto senza aver mai visto i luoghi non vale la carta su cui è stampato — e gli ispettori se ne accorgono in dieci minuti. Nel nostro servizio il sopralluogo annuale è in presenza per le aziende a Roma e provincia, da remoto per il resto d'Italia: cosa controllo esattamente lo racconto in sopralluogo RSPP: cosa controlla.
Sorveglianza sanitaria
Le visite mediche — preventiva, periodica, al rientro dopo 60 giorni di assenza, al cambio mansione — che il medico competente effettua sui lavoratori esposti a rischi specifici (art. 41). La periodicità la decide il medico in base al rischio: ogni 5 anni per i videoterminalisti under 50, ogni 2 sopra. Far lavorare qualcuno senza visita preventiva, dove prevista, è una delle contestazioni più frequenti in ispezione.
Sospensione dell'attività imprenditoriale
La sanzione che fa più paura, perché non è una multa da pagare con calma: è la chiusura immediata del cantiere o del reparto (art. 14). Scatta se oltre il 10% dei presenti è in nero o per le gravi violazioni dell'Allegato I — lavori in quota senza protezioni, mancata formazione, DVR assente. Per ripartire non basta rimettersi in regola: serve pagare una somma aggiuntiva (a partire da 2.500€ circa) oltre alla regolarizzazione, e continuare a lavorare durante la sospensione è reato. È l'arma principale dell' Ispettorato Nazionale del Lavoro: cosa controlla di preciso lo racconto nell'articolo su come funziona un'ispezione in azienda.
Stress lavoro-correlato
L'unico rischio psicosociale con valutazione obbligatoria per tutte le aziende (art. 28), grande o piccola che sia. Si parte dalla valutazione preliminare con la metodologia INAIL: indicatori oggettivi come turnover, assenze, straordinari, conflitti segnalati. Se il risultato è critico si passa alla fase approfondita con questionari ai lavoratori. Nel DVR non può mancare: è una delle prime pagine che un ispettore va a cercare.
TU 81/08 (Testo Unico Sicurezza)
Il D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81: 306 articoli e 51 allegati che raccolgono in un testo unico tutta la normativa sulla salute e sicurezza. Ha sostituito la 626/94 e viene aggiornato di continuo (ultimi ritocchi rilevanti con la L. 215/2021 sui preposti). Se hai anche un solo lavoratore, ti riguarda. Per capire quali obblighi si applicano alla tua azienda, il punto di partenza è la consulenza sicurezza sul lavoro.
UNI EN ISO
Le sigle davanti al numero di una norma dicono chi l'ha adottata: ISO è l'ente internazionale, EN il recepimento europeo (CEN), UNI quello italiano. "UNI EN ISO 45001" significa quindi la stessa norma valida ovunque. Da sapere: le norme tecniche sono volontarie, non leggi — ma quando il D.Lgs 81/08 le richiama (come per certi DPI o la segnaletica UNI EN ISO 7010) rispettarle diventa di fatto obbligatorio. Le compri, non sono scaricabili gratis, e questo sorprende sempre chi si affaccia al mondo della sicurezza.
UNI ISO 45001
Lo standard internazionale per i sistemi di gestione della sicurezza, che dal 2021 ha definitivamente sostituito la OHSAS 18001. Certificarsi è volontario, ma porta vantaggi concreti: efficacia esimente ex art. 30, punteggi nei bandi pubblici, sconto INAIL tramite OT23. La chiedono sempre più spesso i grandi committenti ai fornitori — soprattutto in logistica e nel manifatturiero, dove è quasi diventata un biglietto da visita.
Unità produttiva
Lo stabilimento o la struttura con autonomia finanziaria e tecnico-funzionale (art. 2, lett. t). Non è un dettaglio da giuristi: da qui dipendono l'obbligo di riunione periodica, le squadre di emergenza per ogni sede e l'organizzazione del servizio di prevenzione. Se hai più sedi operative, ognuna va coperta — nel nostro servizio ogni sede aggiuntiva costa 250€ l'anno, come indicato nella pagina costi del RSPP esterno.
Verifica periodica di impianti e attrezzature
Alcune attrezzature non basta comprarle a norma: vanno ricontrollate a scadenza per tutta la vita utile (art. 71, Allegato VII). Riguarda gru e apparecchi di sollevamento, ponti mobili sviluppabili, idroestrattori, e — via DPR 462/2001 — impianti di messa a terra e protezione dalle scariche atmosferiche. La prima verifica la fa l'INAIL, le successive l'ASL/ARPA o un organismo abilitato, con periodicità che va da 1 a 5 anni secondo il tipo. Sono i documenti che, durante un sopralluogo, chiedo subito dopo il DVR: un impianto di terra mai verificato è un rilievo garantito.
Vibrazioni meccaniche
Due mondi diversi sotto la stessa parola (Titolo VIII, Capo III, artt. 199-205). Le vibrazioni mano-braccio arrivano dagli utensili — martelli demolitori, smerigliatrici, motoseghe — e a lungo andare danno la sindrome del dito bianco. Quelle al corpo intero colpiscono chi guida carrelli elevatori, escavatori, camion su fondi sconnessi, e si scaricano sulla colonna. Anche qui la valutazione è strumentale e tiene conto del tempo di esposizione giornaliero. Nel trasporto e nella logistica è un rischio quotidiano: gli obblighi tipici sono nella pagina RSPP per logistica e trasporti.
Videoterminalista
Chi lavora al videoterminale per almeno 20 ore a settimana (artt. 172-177): praticamente ogni impiegato moderno. Diritti precisi: pausa di 15 minuti ogni 120 di applicazione continuativa e sorveglianza sanitaria con controllo della vista. Vale anche in smart working. Se la tua azienda è fatta di scrivanie e monitor, gli obblighi tipici sono raccolti in RSPP per uffici e servizi.