RSPP datore di lavoro: quando puoi farlo tu e quando no
L'art. 34 del D.Lgs 81/2008 permette al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti di RSPP, ma solo entro i limiti dell'Allegato II e dopo un corso obbligatorio. Qui trovi regole, costi reali e quando conviene invece un RSPP esterno.
Preventivo Gratuito in 2 MinutiIl datore di lavoro può essere anche RSPP?
Sì, in molti casi la legge lo consente. L'art. 34 del D.Lgs 81/2008 prevede il cosiddetto datore di lavoro RSPP (o "DL-SPP"): il titolare svolge in prima persona i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, senza nominare un RSPP interno o esterno. È la scelta tipica delle microimprese che vogliono risparmiare sul canone del consulente. Attenzione però: l'autonomina non è libera. Vale solo entro precisi limiti dimensionali, richiede un corso obbligatorio con aggiornamento periodico e — punto che molti titolari scoprono tardi — non riduce di un millimetro le responsabilità del datore di lavoro. Anzi, le concentra tutte sulla stessa persona.
Anche il datore di lavoro RSPP resta obbligato agli adempimenti non delegabili dell'art. 17: la valutazione dei rischi con relativo DVR e, quando l'autonomina non è possibile, la nomina di un RSPP qualificato. In ogni caso deve dare comunicazione preventiva al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) dello svolgimento diretto dei compiti di prevenzione.
Quando puoi farlo: i limiti dell'Allegato II del D.Lgs 81/2008
L'Allegato II del decreto fissa le soglie entro cui il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP:
- Aziende artigiane e industriali: fino a 30 lavoratori (escluse le attività industriali ad alto rischio elencate sotto, per cui il divieto è assoluto).
- Aziende agricole e zootecniche: fino a 30 lavoratori.
- Aziende della pesca: fino a 20 lavoratori.
- Altre aziende (uffici, commercio, servizi, studi professionali, turismo): fino a 200 lavoratori.
Il conteggio dei lavoratori segue la definizione ampia dell'art. 2: dipendenti, apprendisti, tirocinanti, soci lavoratori e collaboratori inseriti nell'organizzazione aziendale. Chi supera la soglia — anche per un solo assunto in più — perde il diritto all'autonomina e deve designare un RSPP interno o esterno senza soluzione di continuità: restare scoperti espone alle sanzioni dell'art. 55 (arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro).
Il corso obbligatorio per il datore di lavoro RSPP: 16, 32 o 48 ore
L'autonomina è valida solo se il datore di lavoro frequenta il corso di formazione previsto dall'art. 34, comma 2, disciplinato dall'Accordo Stato-Regioni, con durata proporzionata alla classe di rischio ATECO dell'azienda:
- 16 ore per le attività a rischio basso (uffici, commercio, servizi);
- 32 ore per le attività a rischio medio (agricoltura, trasporti, magazzinaggio, pubblica amministrazione);
- 48 ore per le attività a rischio alto (costruzioni, manifattura pesante, chimica, sanità).
Al corso base si aggiunge l'aggiornamento quinquennale obbligatorio di 6, 10 o 14 ore secondo il rischio. Un datore di lavoro che si autonomina senza corso, o con l'aggiornamento scaduto, per l'organo di vigilanza è come se non avesse alcun RSPP: la posizione è irregolare e sanzionabile, e in caso di infortunio l'assenza di formazione pesa come colpa specifica.
Quando il datore di lavoro NON può fare da RSPP
Oltre alle soglie dimensionali, l'art. 31, comma 6, del D.Lgs 81/2008 elenca le attività in cui lo svolgimento diretto è sempre vietato, perché il servizio di prevenzione e protezione deve essere organizzato all'interno dell'azienda con figure dedicate:
- aziende industriali a rischio di incidente rilevante soggette agli obblighi della normativa Seveso (D.Lgs 105/2015);
- centrali termoelettriche;
- impianti e installazioni nucleari;
- aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
- aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
- industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
- strutture di ricovero e cura, pubbliche e private, con oltre 50 lavoratori.
In tutti questi casi il datore di lavoro deve procedere alla designazione formale di un RSPP con i requisiti dell'art. 32. La violazione del divieto equivale a mancata nomina, con le conseguenze penali già viste.
Pro e contro reali del datore di lavoro RSPP
Sulla carta l'autonomina sembra la soluzione più economica. Nella pratica va pesata con onestà, perché i costi nascosti sono soprattutto tempo e rischio:
- Pro — costo diretto contenuto: paghi solo il corso (indicativamente 150-500€ + IVA) e gli aggiornamenti, senza canone annuo.
- Pro — conoscenza dell'azienda: nessuno conosce processi e persone meglio del titolare, un vantaggio nella percezione dei rischi quotidiani.
- Contro — tempo sottratto al business: individuare i fattori di rischio, aggiornare il DVR, proporre la formazione, seguire la riunione periodica e le novità normative sono compiti continuativi (art. 33), non un adempimento una tantum.
- Contro — competenza limitata: 16-48 ore di corso non sostituiscono i moduli A-B-C di un RSPP professionista né l'esperienza maturata su decine di aziende; gli errori tecnici nel DVR restano tutti a carico tuo.
- Contro — responsabilità concentrata: in caso di infortunio il titolare risponde sia come datore di lavoro sia per le scelte tecniche di prevenzione che ha fatto da solo, senza il supporto documentato di un professionista.
Quando conviene invece l'RSPP esterno
L'RSPP esterno conviene quasi sempre quando il titolare non ha tempo da dedicare alla sicurezza in modo continuativo, quando l'attività è a rischio medio o alto, quando ci sono più sedi o quando l'azienda cresce e si avvicina alle soglie dell'Allegato II. Il costo è spesso il falso problema: con IncaricoRSPP il canone parte da 490€ + IVA/anno per il rischio basso, 790€ per il medio e 1290€ per l'alto, con supplementi trasparenti per fascia di dipendenti (da +200€ a +2500€ oltre i 5 addetti) e +250€ per ogni sede aggiuntiva. Tutte le tariffe sono pubblicate nella pagina costo RSPP esterno: per un ufficio a rischio basso parliamo di poco più di un euro e mezzo al giorno, meno delle ore di lavoro che l'autogestione ti porterebbe via.
Datore di lavoro RSPP vs RSPP esterno: tabella comparativa
| Aspetto | Datore di lavoro RSPP | RSPP esterno |
|---|---|---|
| Costo diretto annuo | Corso 16-48 ore (150-500€ circa) + aggiornamento quinquennale | Canone da 490€ + IVA/anno (rischio basso), tutto incluso |
| Tempo del titolare | Decine di ore l'anno: formazione, DVR, riunioni, aggiornamenti normativi | Quasi nullo: sopralluoghi e adempimenti gestiti dall'RSPP |
| Competenza tecnica | Limitata al corso base: nessuna esperienza multi-azienda | Professionista ex art. 32 con moduli A-B-C e casistica quotidiana |
| Responsabilità del datore di lavoro | Piena: cumula obblighi di datore di lavoro e compiti di RSPP | Restano gli obblighi non delegabili, ma con supporto tecnico documentato |
| Aggiornamento normativo | A carico del datore di lavoro (norme, Accordi Stato-Regioni, UNI) | Incluso nel servizio, con adeguamento continuo dei documenti |
| Limiti dimensionali | Solo entro le soglie dell'Allegato II (30/20/200 lavoratori) | Nessun limite: valido per qualsiasi azienda e numero di sedi |
| In caso di ispezione o infortunio | Il titolare risponde anche delle scelte tecniche fatte da solo | Documentazione, verbali e misure firmate da un professionista |
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Domande frequenti sul datore di lavoro RSPP
Il datore di lavoro può fare da RSPP nella propria azienda?
Sì, ma solo nei casi previsti dall'art. 34 e dall'Allegato II del D.Lgs 81/2008: aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori, aziende della pesca fino a 20 lavoratori e altre aziende (uffici, commercio, servizi) fino a 200 lavoratori. È inoltre obbligatorio frequentare il corso per datore di lavoro RSPP (16, 32 o 48 ore in base al rischio) e mantenere l'aggiornamento quinquennale.
Quando il datore di lavoro NON può svolgere il ruolo di RSPP?
L'autonomina è vietata nei casi dell'art. 31, comma 6, D.Lgs 81/2008: aziende industriali a rischio di incidente rilevante (Seveso, D.Lgs 105/2015), centrali termoelettriche, impianti e installazioni nucleari, aziende per la fabbricazione e il deposito di esplosivi, polveri e munizioni, aziende industriali con oltre 200 lavoratori, industrie estrattive con oltre 50 lavoratori e strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. In questi casi il servizio di prevenzione e protezione deve essere interno e serve comunque un RSPP designato.
Quanto dura il corso RSPP per datore di lavoro e quanto costa?
Il corso previsto dall'Accordo Stato-Regioni dura 16 ore per il rischio basso, 32 per il rischio medio e 48 per il rischio alto, con verifica finale e aggiornamento quinquennale di 6, 10 o 14 ore. Sul mercato costa indicativamente da 150 a 500 euro più IVA a seconda del livello di rischio, a cui vanno aggiunte le ore di lavoro sottratte all'attività e il tempo per svolgere davvero i compiti dell'art. 33 durante tutto l'anno.
Conviene di più fare l'RSPP da soli o nominare un RSPP esterno?
Dipende da tempo e competenze. Un RSPP esterno costa da 490 euro + IVA all'anno per il rischio basso (790 per il medio, 1290 per l'alto): una cifra spesso paragonabile al solo costo del corso più aggiornamenti, senza contare le ore di lavoro del titolare. L'autonomina non riduce le responsabilità del datore di lavoro, che restano intatte; con l'esterno il datore di lavoro mantiene gli obblighi non delegabili (valutazione dei rischi e nomina) ma delega la gestione tecnica a un professionista qualificato ex art. 32.
Altri dubbi su obblighi, nomina e responsabilità? Consulta la pagina FAQ completa oppure approfondisci come si formalizza la nomina RSPP.
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