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DVR: il Documento di Valutazione dei Rischi spiegato al datore di lavoro

Cos'è il DVR, chi deve averlo, cosa deve contenere secondo l'art. 28 D.Lgs 81/2008, quando aggiornarlo e quali sanzioni rischi se manca. E come lo gestiamo noi, insieme all'incarico di RSPP esterno.

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Cos'è il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)

Il DVR, Documento di Valutazione dei Rischi, è il documento con cui il datore di lavoro valuta tutti i rischi per la salute e la sicurezza presenti nella propria azienda e definisce le misure di prevenzione e protezione per eliminarli o ridurli. È previsto dagli articoli 17, 28 e 29 del D.Lgs 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro) ed è la base di tutto il sistema di prevenzione aziendale: dalla nomina dell'RSPP alla formazione dei lavoratori, fino alla sorveglianza sanitaria.

Non è una formalità: durante un'ispezione ASL o dell'Ispettorato del Lavoro il DVR è il primo documento che viene richiesto — quasi sempre nei primi cinque minuti. E in caso di infortunio, è il documento su cui si gioca gran parte della posizione penale del datore di lavoro. Se qualche sigla ti suona nuova (RSPP, RLS, DUVRI), trovi tutte le definizioni nel glossario della sicurezza sul lavoro.

Chi deve avere il DVR: tutte le aziende con almeno un lavoratore

L'obbligo di valutazione dei rischi riguarda ogni azienda con almeno un lavoratore, senza eccezioni di settore o dimensione: uffici e società di servizi, negozi, studi professionali, e-commerce, laboratori, officine e imprese edili. Ai fini del D.Lgs 81/2008 la nozione di lavoratore è molto ampia: contano dipendenti a tempo pieno o parziale, apprendisti, tirocinanti e stagisti, lavoratori somministrati, soci lavoratori e collaboratori inseriti nell'organizzazione aziendale.

Cosa deve contenere il DVR secondo l'art. 28

L'art. 28 del D.Lgs 81/2008 definisce il contenuto minimo del documento. Un DVR a norma deve includere:

Il documento deve avere data certa (o data attestata dalla sottoscrizione di datore di lavoro, RSPP, RLS e medico competente) e deve essere custodito presso l'unità produttiva a cui si riferisce, anche su supporto informatico.

Chi redige il DVR e chi lo firma

Qui la legge è netta: la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del DVR sono obblighi non delegabili del datore di lavoro (art. 17). Questo non significa che il datore di lavoro debba scriverlo materialmente da solo: il documento viene elaborato in collaborazione con l'RSPP e con il medico competente (nei casi di sorveglianza sanitaria obbligatoria), previa consultazione dell'RLS.

Nella pratica, un RSPP esterno qualificato cura la parte tecnica — sopralluogo, analisi dei rischi, individuazione delle misure, stesura del documento — mentre il datore di lavoro valida i contenuti e firma. La responsabilità finale resta sua: per questo è fondamentale affidarsi a un professionista che conosca davvero l'azienda, non a un modello precompilato scaricato da internet.

Un caso che rende l'idea: un panificio con 8 addetti in provincia di Bergamo — un'azienda che seguiamo in Lombardia — aveva un DVR comprato online per 150€. Al primo sopralluogo mancavano il rischio da polveri di farina (l'asma del panettiere è tra le malattie professionali più denunciate del comparto), il lavoro notturno di 3 addetti e il rumore dell'impastatrice, misurato poi a 82 dB(A). Tre lacune che in sede ispettiva valgono ciascuna una contestazione per DVR incompleto.

Quando aggiornare il DVR

Il DVR non ha una scadenza calendarizzata, ma l'art. 29 comma 3 impone la rielaborazione immediata della valutazione — con aggiornamento del documento entro 30 giorni — quando si verifica una di queste condizioni:

Un DVR fermo da anni, che descrive un'azienda che non esiste più, in sede ispettiva vale quasi quanto un DVR assente: nell'articolo sul DVR scaduto o mai aggiornato trovi i casi tipici e come rimediare. La revisione periodica — di solito in occasione della riunione annuale ex art. 35 — è la prassi che seguiamo con i nostri clienti.

Sanzioni per DVR mancante o incompleto

La mancata redazione del DVR è un reato contravvenzionale punito con l'arresto da 3 a 6 mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro circa (art. 55 D.Lgs 81/2008, importi soggetti a rivalutazione quinquennale). La stessa sanzione colpisce la valutazione dei rischi omessa. Per il DVR incompleto — privo di alcuni contenuti dell'art. 28 — sono previste ammende ridotte ma comunque significative, oltre alla possibile sospensione dell'attività imprenditoriale nei casi più gravi.

A queste sanzioni dirette si sommano le conseguenze indirette: in caso di infortunio, l'assenza o l'inadeguatezza del DVR pesa sulla responsabilità penale e civile del datore di lavoro e può compromettere la copertura assicurativa e l'azione di regresso INAIL. Nell'approfondimento sulle sanzioni per DVR mancante trovi gli importi aggiornati caso per caso. Il costo di un DVR fatto bene è una frazione di questi rischi: vedi anche la nostra pagina sul costo dell'RSPP esterno.

Procedure standardizzate per le PMI

Le aziende fino a 10 lavoratori (e, con alcune eccezioni, fino a 50) possono redigere il DVR secondo le procedure standardizzate previste dal D.I. 30/11/2012: un percorso guidato in quattro passi — descrizione dell'azienda e delle lavorazioni, individuazione dei pericoli, valutazione dei rischi associati, definizione delle misure e del programma di miglioramento. Attenzione però: procedura standardizzata non significa modello fotocopia. La valutazione deve comunque riflettere la realtà specifica dell'azienda, e restano esclusi dal regime semplificato i settori a rischio rilevante (aziende soggette a incidenti rilevanti, centrali termoelettriche, impianti nucleari, aziende con esposizione ad amianto). Se guidi una micro o piccola impresa, nella guida alla sicurezza sul lavoro per le PMI trovi tutti gli adempimenti messi in ordine di priorità.

DVR e RSPP esterno: come lo gestiamo insieme all'incarico

Con IncaricoRSPP non compri un documento: attivi un incarico di RSPP esterno che include il supporto completo al DVR come parte del servizio annuale:

Il canone annuo parte da 490€ + IVA per le attività a rischio basso, 790€ per il rischio medio e 1290€ per il rischio alto, con supplementi trasparenti in base ai dipendenti (da +200€ a +2500€ per fascia) e alle sedi aggiuntive (+250€ ciascuna). Calcola il tuo prezzo esatto con il preventivo online gratuito: due minuti, nessun impegno.

Domande frequenti sul DVR

Il DVR è obbligatorio per tutte le aziende?

Sì. Il Documento di Valutazione dei Rischi è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un lavoratore, indipendentemente dal settore e dalla forma contrattuale (dipendenti, apprendisti, tirocinanti, soci lavoratori). Sono esclusi solo i liberi professionisti senza personale e le imprese familiari ex art. 230-bis c.c. L'obbligo decorre dalla data di assunzione del primo lavoratore, con redazione del DVR entro 90 giorni dall'inizio dell'attività.

Chi redige e chi firma il DVR?

La valutazione dei rischi e la firma del DVR sono obblighi non delegabili del datore di lavoro (art. 17 D.Lgs 81/2008). Il documento viene però elaborato in collaborazione con l'RSPP e il medico competente (dove previsto), previa consultazione dell'RLS. Il datore di lavoro può quindi farsi assistere da un consulente o da un RSPP esterno per la redazione tecnica, ma la responsabilità e la firma restano sue.

Ogni quanto va aggiornato il DVR?

Il DVR non ha una scadenza fissa, ma va aggiornato in occasione di modifiche significative del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro, di infortuni significativi, di evoluzione della tecnica o quando la sorveglianza sanitaria ne evidenzi la necessità. L'aggiornamento va completato entro 30 giorni dall'evento che lo rende necessario. È buona prassi una revisione periodica almeno annuale in sede di riunione periodica.

Quali sanzioni rischia il datore di lavoro senza DVR?

La mancata redazione del DVR è punita con l'arresto da 3 a 6 mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro circa (art. 55 D.Lgs 81/2008, importi soggetti a rivalutazione periodica). In caso di DVR incompleto o carente sono previste sanzioni ridotte ma comunque rilevanti, e in caso di infortunio l'assenza del documento aggrava la posizione penale del datore di lavoro.

Altre domande su RSPP, DVR e obblighi del datore di lavoro? Consulta la nostra pagina FAQ completa.

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