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Addetti antincendio e primo soccorso: nomine e formazione

Aggiornato il 11 luglio 2026 · Lettura 8 min · di IncaricoRSPP

La domanda che mi fanno più spesso durante i sopralluoghi è sempre la stessa: «quanti addetti alle emergenze devo nominare?». E quasi sempre la faccio io per primo, perché la squadra di emergenza è l'adempimento che trovo scoperto più di frequente — anche in aziende che hanno DVR e nomina RSPP perfettamente in ordine. L'art. 18, comma 1, lettera b) del D.Lgs 81/2008 obbliga ogni datore di lavoro a designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, di evacuazione e di primo soccorso. Vale con un solo dipendente. Vale in ufficio come in officina. E no, non basta «tanto siamo in tre, ci arrangiamo»: serve una designazione scritta e serve la formazione giusta. Vediamo tutto: quanti addetti, quali corsi dopo il DM 02/09/2021, gruppi di primo soccorso, aggiornamenti e cosa succede a chi vorrebbe rifiutare la nomina.

Quanti addetti alle emergenze servono davvero

Qui il Testo Unico è volutamente elastico: non esiste un numero minimo scritto in legge. L'art. 43 dice che gli addetti devono essere designati «tenendo conto delle dimensioni dell'azienda e dei rischi specifici». Tradotto in pratica, il criterio che uso io — e che gli ispettori ASL applicano — è uno solo: in ogni momento in cui c'è gente al lavoro deve esserci almeno un addetto antincendio e un addetto primo soccorso presente e operativo. Per ogni sede, per ogni turno.

Facciamo un esempio concreto. Un'azienda metalmeccanica con 12 dipendenti su due turni: se nomini un solo addetto antincendio e lavora sul turno di mattina, il pomeriggio sei scoperto. Se l'unico addetto primo soccorso va in ferie ad agosto, sei scoperto per un mese intero. Per questo la regola operativa che applico è:

  • minimo 2 addetti antincendio e 2 addetti primo soccorso per sede, anche in una micro-impresa, per coprire ferie e malattie;
  • almeno 1 addetto per tipo per ogni turno di lavoro;
  • almeno 1 addetto per tipo in ogni unità produttiva distaccata (il magazzino a 3 km non è coperto dagli addetti della sede principale);
  • nelle realtà più grandi o articolate su più piani, un addetto ogni 20-30 presenti è un rapporto prudente e difendibile.

La scelta dei nominativi va fatta con criterio: persone che ci sono quasi sempre, fisicamente idonee, distribuite tra reparti. È uno dei punti che verifico sempre quando costruiamo l'organigramma della sicurezza aziendale di un nuovo cliente, insieme alla nomina dell'RSPP e delle altre figure obbligatorie.

Addetti antincendio: i livelli 1, 2 e 3 del DM 02/09/2021

Dal 4 ottobre 2022 la formazione antincendio non segue più il vecchio DM 10/03/1998 ma il DM 02/09/2021 (uno dei tre «decreti antincendio» che lo hanno sostituito). Le vecchie classi di rischio basso, medio e alto sono diventate attività di livello 1, 2 e 3, con corsi rinominati e — novità importante — un aggiornamento quinquennale obbligatorio esplicitamente codificato.

Livello attivitàEsempi tipiciCorso baseAggiornamento (ogni 5 anni)
Livello 1Uffici e negozi piccoli, attività a basso affollamento e carico d'incendio1-FOR — 4 ore (2 teoria + 2 pratica)1-AGG — 2 ore
Livello 2Officine, ristoranti, magazzini, la maggior parte delle PMI produttive2-FOR — 8 ore (5 teoria + 3 pratica)2-AGG — 5 ore
Livello 3Attività dell'allegato IV: grandi affollamenti, rischi elevati, alcune attività soggette a controllo VVF3-FOR — 16 ore (12 teoria + 4 pratica)3-AGG — 8 ore

Per le attività di livello 3 elencate nell'allegato IV del decreto, gli addetti devono anche conseguire l'attestato di idoneità tecnica presso i Vigili del Fuoco. Attenzione a un dettaglio che vedo sbagliare spesso: il livello non lo decide il corso più economico trovato online, lo decide la valutazione dei rischi contenuta nel DVR. Un bar con cucina che manda gli addetti al corso da 4 ore invece che da 8 ha un adempimento formalmente esistente ma sostanzialmente nullo — ne parlo anche nella guida alla sicurezza per la ristorazione.

Addetti primo soccorso: gruppi A, B e C del DM 388/2003

Per il primo soccorso il riferimento resta il DM 388/2003, che divide le aziende in tre gruppi. La classificazione determina durata del corso e dotazioni (cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione):

GruppoQuali aziendeCorso baseAggiornamento (ogni 3 anni)
AAttività industriali ad alto rischio (soglia di incidente rilevante, centrali termoelettriche, estrattive, esplosivi), aziende con oltre 5 lavoratori nei gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico superiore a 4, agricole con oltre 5 lavoratori a tempo indeterminato16 ore6 ore
BAziende con 3 o più lavoratori non rientranti nel gruppo A12 ore4 ore
CAziende con meno di 3 lavoratori non rientranti nel gruppo A12 ore4 ore

Nota pratica: quasi tutte le PMI che seguo — dagli uffici e studi professionali alle officine — ricadono nel gruppo B. Il gruppo A non riguarda solo i colossi: un'azienda agricola con 7 operai a tempo indeterminato è gruppo A, e il suo corso passa da 12 a 16 ore. La classificazione del gruppo va indicata nel DVR e comunicata all'ente formatore, altrimenti l'attestato rischia di non essere coerente con l'azienda.

Aggiornamenti: le due scadenze da mettere in calendario

Qui casca la maggior parte delle aziende. Il corso base lo fanno quasi tutti; l'aggiornamento lo dimenticano in tanti, e un attestato scaduto equivale a un addetto non formato, con la stessa sanzione. Le scadenze da tracciare sono due, e non coincidono:

  • antincendio: aggiornamento ogni 5 anni (2, 5 o 8 ore a seconda del livello, DM 02/09/2021);
  • primo soccorso: aggiornamento ogni 3 anni per la parte pratica (6 ore gruppo A, 4 ore gruppi B e C, DM 388/2003).

Nel mio lavoro di RSPP esterno tengo uno scadenzario per ogni cliente proprio perché su un ciclo di 5 anni, con addetti che nel frattempo si dimettono o cambiano mansione, perdersi un pezzo è la norma, non l'eccezione. Se vuoi il quadro completo di tutti i corsi obbligatori, con ore e periodicità, l'ho riassunto nell'articolo sulla formazione sicurezza dei lavoratori.

Chi può rifiutare la nomina? Nessuno (art. 43, comma 3)

Altra domanda classica, di solito posta dal dipendente appena designato: «e se non voglio farlo?». La risposta è nell'art. 43, comma 3, del D.Lgs 81/2008: i lavoratori non possono rifiutare la designazione, se non per giustificato motivo. La nomina ad addetto alle emergenze è un ordine di servizio legittimo, non una proposta. Il «giustificato motivo» è un'eccezione stretta: una condizione di salute incompatibile con i compiti (certificata, tipicamente attraverso il medico competente), non la semplice indisponibilità o il timore della responsabilità.

E a proposito di responsabilità, vale la pena rassicurare chi viene nominato: l'addetto non è un vigile del fuoco né un medico. Deve attuare le misure per cui è stato formato — usare l'estintore su un principio d'incendio, chiamare il 112, praticare le prime manovre di soccorso, gestire l'evacuazione — non sostituirsi ai soccorsi professionali. Formazione, designazione scritta e consultazione preventiva dell'RLS (art. 18, comma 1, lett. b) chiudono il cerchio della correttezza formale.

Un'eccezione a favore delle micro-imprese: nelle aziende o unità produttive fino a 5 lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, prevenzione incendi ed evacuazione (art. 34, comma 1-bis), frequentando i relativi corsi e informando preventivamente l'RLS. È lo stesso meccanismo — con soglie diverse — che consente al titolare di fare da RSPP, come spiego nell'articolo sul datore di lavoro RSPP.

Cosa rischi se la squadra di emergenza non c'è

La mancata designazione degli addetti alle emergenze è punita con l'arresto da 2 a 4 mesi o l'ammenda da 1.130,22 a 5.602 euro (art. 55, comma 5, D.Lgs 81/2008, importi rivalutati). A questa si aggiunge la sanzione per la formazione mancante degli addetti stessi. E come sempre, il vero rischio non è la multa: se durante un incendio o un malore in azienda emerge che nessuno era designato e formato, la posizione del datore di lavoro nei procedimenti per lesioni colpose diventa difficilissima da difendere. Ho raccolto in una checklist per chi apre una nuova azienda tutti gli adempimenti da chiudere subito, e questa nomina è tra i primi cinque.

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Domande frequenti sugli addetti alle emergenze

Quanti addetti antincendio e primo soccorso devo nominare?

La legge non fissa un numero: devono essere sufficienti a garantire copertura in ogni sede, in ogni turno e durante le assenze. La prassi prudente è almeno 2 addetti per tipo per sede, più uno per turno nelle attività su più turni.

Un dipendente può rifiutare la nomina ad addetto?

No: l'art. 43, comma 3, del D.Lgs 81/2008 esclude il rifiuto salvo giustificato motivo, come una condizione di salute incompatibile documentata. La designazione è un ordine di servizio legittimo.

Che differenza c'è tra i livelli 1, 2 e 3 del corso antincendio?

Sono le classi introdotte dal DM 02/09/2021 al posto di rischio basso/medio/alto: livello 1 = corso da 4 ore, livello 2 = 8 ore, livello 3 = 16 ore con eventuale idoneità tecnica VVF per le attività dell'allegato IV. Il livello dipende dalla valutazione dei rischi, non dalla scelta del corso.

Come capisco se la mia azienda è gruppo A, B o C per il primo soccorso?

Gruppo A: attività ad alto rischio o con oltre 5 lavoratori in gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico superiore a 4 (corso 16 ore). Gruppo B: 3 o più lavoratori (12 ore). Gruppo C: meno di 3 lavoratori (12 ore). La classificazione va riportata nel DVR.

Ogni quanto vanno aggiornati i corsi?

Antincendio ogni 5 anni (2, 5 o 8 ore a seconda del livello); primo soccorso ogni 3 anni (6 ore gruppo A, 4 ore gruppi B e C). Un attestato scaduto equivale a un addetto non formato.

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