Il datore di lavoro può fare l'RSPP? Casi, limiti e formazione
Aggiornato il 8 luglio 2026 · Lettura 7 min · di IncaricoRSPP
Il datore di lavoro può fare l'RSPP della propria azienda? Sì, ma solo entro limiti dimensionali precisi, dopo un corso obbligatorio e con un'avvertenza importante: autonominarsi significa assumersi in prima persona anche la responsabilità tecnica della prevenzione, oltre a quella — già indelegabile — di datore di lavoro. In questa guida vediamo quando lo svolgimento diretto è ammesso (art. 34 e Allegato 2 del D.Lgs 81/2008), quale formazione serve, quando è vietato e, numeri alla mano, quando conviene davvero rispetto a un RSPP esterno.
Quando il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP
L'art. 34 del D.Lgs 81/2008 consente al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione nei casi previsti dall'Allegato 2 del decreto:
- aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori (escluse quelle dell'art. 31 comma 6);
- aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori;
- aziende della pesca fino a 20 lavoratori;
- altre aziende (commercio, servizi, uffici, studi professionali...) fino a 200 lavoratori.
Se la tua azienda rientra in questi limiti, la scelta è libera: puoi autonominarti RSPP oppure procedere con la nomina di un RSPP interno o esterno. La legge non esprime alcuna preferenza: conta solo che il ruolo sia coperto da qualcuno con i requisiti richiesti.
Il corso obbligatorio: 16, 32 o 48 ore in base al rischio
Il datore di lavoro che decide di fare l'RSPP deve frequentare un corso di formazione specifico, disciplinato dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, con durata proporzionata alla classe di rischio ATECO dell'azienda:
- rischio basso (uffici, commercio, servizi): 16 ore;
- rischio medio (agricoltura, trasporti, logistica, pubblica amministrazione): 32 ore;
- rischio alto (edilizia, chimica, sanità, manifattura pesante): 48 ore.
Il corso copre quattro moduli (normativo, gestionale, tecnico e relazionale) e si chiude con una verifica di apprendimento. A regime scatta poi l'aggiornamento quinquennale obbligatorio: 6 ore per il rischio basso, 10 ore per il medio, 14 ore per l'alto. Chi non completa l'aggiornamento nei termini perde la validità della formazione e, di fatto, ricopre il ruolo senza titolo — con le stesse conseguenze sanzionatorie della mancata nomina.
La comunicazione al RLS
Lo svolgimento diretto non è un fatto privato: l'art. 34 impone al datore di lavoro di darne preventiva informazione al RLS, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (o al RLS territoriale, se in azienda non è stato eletto). È inoltre buona prassi formalizzare l'autonomina con una dichiarazione scritta datata, da conservare insieme all'attestato del corso: in caso di ispezione sono i primi documenti che l'organo di vigilanza chiede.
Quando è vietato: i casi dell'art. 31 comma 6
Al di fuori dei limiti dell'Allegato 2, l'autonomina non è ammessa. È inoltre sempre vietata, a prescindere dai numeri, nelle realtà in cui l'art. 31 comma 6 impone il servizio di prevenzione e protezione interno:
- aziende soggette a obbligo di notifica o rapporto per rischio di incidente rilevante;
- centrali termoelettriche e impianti nucleari;
- aziende per la fabbricazione e il deposito di esplosivi, polveri e munizioni;
- aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
- industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
- strutture di ricovero e cura, pubbliche e private, con oltre 50 lavoratori.
Attenzione anche alle situazioni borderline: chi supera le soglie in corso d'anno (ad esempio l'azienda commerciale che passa da 190 a 210 lavoratori) deve riorganizzare il servizio e procedere alla nomina di un RSPP con i requisiti dell'art. 32.
Datore di lavoro RSPP: pro e contro, senza sconti
Vediamo il bilancio in modo onesto, perché la scelta ha lati positivi reali:
- Pro — conoscenza dell'azienda: nessuno conosce processi, persone e macchinari meglio del titolare;
- Pro — nessun costo di consulenza ricorrente: una volta pagato il corso, non c'è un canone annuale da versare a terzi;
- Pro — decisioni rapide: chi valuta i rischi è la stessa persona che decide gli investimenti in sicurezza.
Ma i contro pesano, soprattutto man mano che l'azienda cresce:
- Tempo: valutazione dei rischi, aggiornamento del DVR, programmi di formazione, riunione periodica, rapporti con il medico competente, verifiche su attrezzature e DPI. Sono ore sottratte ogni mese alla gestione del business;
- Competenza: 16 o 32 ore di corso non trasformano un imprenditore in un tecnico della prevenzione. Norme, sanzioni e prassi ispettive cambiano di continuo;
- Responsabilità concentrata: se un infortunio deriva da un rischio mal valutato, il datore di lavoro autonominato risponde due volte — come datore di lavoro e per la carenza tecnica della valutazione. Non esiste un professionista terzo il cui operato possa essere portato a propria difesa;
- Nessuno sguardo esterno: l'abitudine ai propri ambienti fa sottovalutare rischi che un occhio allenato individua al primo sopralluogo.
Il costo reale del fai-da-te
Il fai-da-te sembra gratuito, ma non lo è. Facciamo i conti per un'azienda a rischio basso:
- corso iniziale 16 ore: 150-400€ di iscrizione + due giornate di lavoro del titolare (facilmente 500-1.000€ di valore);
- aggiornamento quinquennale 6 ore: circa 100-200€ + una giornata ogni 5 anni;
- tempo dedicato al ruolo: anche solo 2-3 ore al mese tra DVR, formazione, scadenze e verifiche valgono 1.000-2.000€/anno di tempo imprenditoriale;
- rischio di errore: una sola sanzione per DVR incompleto (ammenda da 2.457 a 4.914€) vale anni di canone di un professionista.
Totale realistico: 1.500-3.000€ l'anno di costo effettivo, senza contare l'esposizione personale. Per il rischio medio e alto (corso di 32 o 48 ore, adempimenti più complessi) i numeri crescono sensibilmente.
L'alternativa: RSPP esterno da 490€/anno
Con un RSPP esterno il confronto diventa semplice: il canone annuale di IncaricoRSPP parte da 490€ + IVA per il rischio basso, da 790€ per il medio e da 1290€ per l'alto, con maggiorazioni trasparenti per fascia di dipendenti (da +200€) e +250€ per ogni sede aggiuntiva. Nel prezzo sono inclusi sopralluogo annuale, supporto al DVR, riunione periodica e assistenza continuativa — e la responsabilità tecnica della valutazione è in capo a un professionista con i requisiti dell'art. 32, non a te. Trovi l'analisi completa del confronto nella pagina RSPP datore di lavoro, oppure puoi calcolare subito il prezzo esatto per la tua azienda con il preventivo RSPP online: 2 minuti, senza impegno.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può fare l'RSPP in qualsiasi azienda?
No. Lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione (art. 34 D.Lgs 81/2008) è ammesso solo nei limiti dell'Allegato 2: aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori, aziende della pesca fino a 20 lavoratori e altre aziende fino a 200 lavoratori. Restano sempre esclusi i casi dell'art. 31 comma 6 (aziende a rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, impianti nucleari, fabbriche di esplosivi, aziende industriali con oltre 200 lavoratori, industrie estrattive con oltre 50 lavoratori, strutture di ricovero e cura con oltre 50 lavoratori).
Quante ore dura il corso RSPP per datore di lavoro?
Il corso previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 dura 16 ore per il rischio basso, 32 ore per il rischio medio e 48 ore per il rischio alto, in base al codice ATECO dell'azienda. È inoltre obbligatorio l'aggiornamento quinquennale di 6, 10 o 14 ore rispettivamente per rischio basso, medio e alto.
Il datore di lavoro RSPP deve comunicare qualcosa a qualcuno?
Sì: l'art. 34 del D.Lgs 81/2008 impone di darne preventiva informazione al RLS, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (o al RLS territoriale se non è stato eletto). Non è invece più richiesta la vecchia comunicazione ad ASL e Ispettorato, abrogata dal Testo Unico.
Fare da soli l'RSPP conviene economicamente?
Raramente. Tra corso iniziale (16-48 ore di assenza dal lavoro più il costo del corso, in genere 150-500 euro), aggiornamento quinquennale e soprattutto le ore da dedicare ogni mese a valutazioni, DVR, formazione e adempimenti, il costo reale supera quasi sempre il canone di un RSPP esterno, che parte da 490 euro + IVA all'anno. A questo si aggiunge la responsabilità diretta: il datore di lavoro autonominato risponde sia come datore sia per le carenze tecniche della valutazione.
Il datore di lavoro RSPP può redigere da solo il DVR?
Sì, la valutazione dei rischi resta comunque un suo obbligo indelegabile e, svolgendo direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione, ne cura anche la parte tecnica, in collaborazione con il medico competente ove nominato e previa consultazione del RLS. Proprio questa parte tecnica è il punto debole più frequente: un DVR generico o fotocopiato è sanzionabile come incompleto.
In sintesi
Il datore di lavoro può fare l'RSPP solo nei limiti dell'Allegato 2, dopo un corso di 16, 32 o 48 ore e con aggiornamento quinquennale di 6, 10 o 14 ore, informando preventivamente il RLS. È una scelta legittima per la microimpresa a rischio basso con un titolare che ha davvero tempo e voglia di occuparsene; per tutti gli altri, il conto economico e la ripartizione delle responsabilità pendono nettamente verso l'esterno. Vuoi sapere quanto costerebbe delegare tutto? Calcola il tuo preventivo RSPP o consulta le domande frequenti.