RSPP esterno in Toscana: cosa cambia tra le tre AUSL
La prevenzione nei luoghi di lavoro toscani passa per i servizi PISLL di tre aziende sanitarie, coordinati da un settore regionale unico.
Preventivo Gratuito in 2 MinutiSopralluogo da remoto: il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia. Per Toscana l'incarico è seguito interamente da remoto (email, telefono, videoconferenza).
In Toscana l’azienda che nomina un RSPP esterno resta soggetta ai controlli dei servizi PISLL (Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), che fanno parte dei Dipartimenti di Prevenzione delle tre Aziende USL: Toscana Nord Ovest, Toscana Centro e Toscana Sud Est. Il consulente esterno tiene in ordine DVR e formazione.
La regione ha un’organizzazione meno frammentata di altre: tre aziende territoriali al posto delle dodici ASL provinciali di un tempo, ciascuna divisa in unità funzionali PISLL per zona, elencate nella pagina regionale dei contatti PISLL. Sopra di loro il Settore regionale Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro coordina obiettivi, piani mirati e indicatori, mentre la formazione degli operatori è affidata a un polo regionale con sede nell’AUSL Toscana Centro.
Questa pagina descrive il quadro regionale. Gli enti competenti città per città, con esempi pratici, sono nelle schede di Firenze, Prato, Pisa e Livorno.
Chi vigila sulla sicurezza sul lavoro in Toscana
| Ruolo | Ente competente |
|---|---|
| Coordinamento regionale | Regione Toscana, Settore Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di LavoroCoordina i Dipartimenti di Prevenzione delle tre AUSL e pubblica l’elenco aggiornato dei contatti PISLL (aggiornamento del 23 marzo 2026). |
| AUSL e servizio PISLL (costa e nord) | Azienda USL Toscana Nord Ovest, Area PISLLDipartimento di Prevenzione in Galleria G.B. Gerace 14 a Pisa; unità funzionali per Apuane, Lunigiana, Pisa, Valdera, Livorno, Val di Cecina e Val di Cornia, Elba, Lucca, Valle del Serchio e Versilia. |
| AUSL e servizio PISLL (area centrale) | Azienda USL Toscana Centro, Area PISLLPresidio del Dipartimento di Prevenzione in via Lavarone 3/5 a Prato; UFC PISLL Firenze 1, Firenze 2, Prato, Pistoia ed Empoli. |
| AUSL e servizio PISLL (sud e est) | Azienda USL Toscana Sud Est, Area PISLLDipartimento di Prevenzione a Villa Pizzetti, Grosseto; unità funzionali nelle zone di Arezzo, Casentino, Valtiberina, Valdarno, Valdichiana, Grosseto, Albegna, Amiata e Siena. |
| INAIL | INAIL Direzione regionale ToscanaVia delle Porte Nuove 61, Firenze; coordina le sedi provinciali e territoriali della regione. |
| Vigili del Fuoco | Direzione Regionale VV.F. ToscanaCoordina i comandi provinciali, competenti per prevenzione incendi e controlli antincendio. |
Tre aziende sanitarie, un solo modello di vigilanza
Dal 2016 il servizio sanitario toscano è organizzato in tre Aziende USL di area vasta. Ognuna ha un Dipartimento di Prevenzione con un’Area PISLL, che a sua volta si articola in unità funzionali legate alle zone distretto. Per un datore di lavoro questo significa che l’ufficio a cui inviare comunicazioni, esposti o richieste di parere dipende dalla zona in cui si trova l’unità produttiva, non dalla sede legale.
I servizi PISLL svolgono vigilanza nelle aziende e nei cantieri, attività di assistenza e promozione, indagini su infortuni e malattie professionali, gestione del rischio amianto, rilascio di pareri e autorizzazioni e verifiche periodiche di impianti. Collaborano con INAIL e con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che in Toscana opera con l’Ispettorato di area metropolitana di Firenze e con uffici territoriali come Prato-Pistoia e Livorno-Pisa.
| Azienda USL | Sede del Dipartimento di Prevenzione | Territori principali |
|---|---|---|
| Toscana Nord Ovest | Pisa | Massa-Carrara, Lucca, Versilia, Pisa, Livorno, Elba |
| Toscana Centro | Prato (presidio) | Firenze, Prato, Pistoia, Empolese-Valdelsa |
| Toscana Sud Est | Grosseto | Arezzo, Siena, Grosseto |
Un’impresa con unità locali in più zone, per esempio un magazzino a Livorno e un negozio a Firenze, avrà due AUSL competenti. In questi casi il DVR deve descrivere ogni unità produttiva e la nomina del responsabile deve coprirle tutte.
Le regole regionali che un RSPP deve conoscere
Accanto al D.Lgs. 81/08 la Toscana ha norme proprie che entrano nel lavoro quotidiano del consulente. La più nota riguarda i lavori in quota: il regolamento regionale 75/R del 18 dicembre 2013 fissa le misure preventive e protettive per accedere e transitare in sicurezza sulle coperture degli edifici, con un elaborato tecnico della copertura da allegare alla pratica edilizia.
Per un’azienda questo ha due effetti concreti. Quando affida la manutenzione del tetto di un capannone deve verificare che esistano percorsi e ancoraggi previsti dall’elaborato; quando ristruttura, il progettista deve prevederli. L’RSPP inserisce il rischio di caduta dall’alto nel DVR e controlla che gli appaltatori lo conoscano, anche ai fini del DUVRI.
- Lavori in copertura: regolamento 75/R/2013 ed elaborato tecnico della copertura.
- Ex esposti ad amianto: sorveglianza sanitaria negli ambulatori PISLL secondo il protocollo regionale approvato con DGRT 193/2024.
- Medicina del lavoro pubblica: ambulatori PISLL organizzati per zona secondo la DGR 735/2022.
- Piano regionale della prevenzione 2020-2025: programma predefinito PP7 per edilizia e agricoltura, con piani mirati di prevenzione.
Piano regionale della prevenzione e piani mirati
Il Piano regionale della prevenzione declina gli obiettivi nazionali in programmi operativi. Per la sicurezza sul lavoro il programma PP7 si concentra su edilizia e agricoltura, i comparti con gli infortuni più gravi, attraverso i piani mirati di prevenzione: il servizio PISLL informa prima un gruppo di aziende, distribuisce una scheda di autovalutazione e solo dopo passa ai controlli.
Il meccanismo premia chi si prepara. Un’impresa edile o agricola che riceve la scheda e la compila con il proprio RSPP arriva al sopralluogo con le carenze già individuate e un programma di miglioramento scritto. Chi la ignora rischia di trovarsi con prescrizioni su ponteggi, macchine agricole o rischio chimico tutte insieme.
- Fase informativa: seminari e materiali tecnici per il comparto scelto.
- Autovalutazione: scheda compilata dall’azienda con il supporto del responsabile del servizio di prevenzione.
- Vigilanza: sopralluogo su un campione di aziende e verifica delle misure dichiarate.
- Restituzione: dati aggregati e buone pratiche diffuse al comparto.
Il Piano Lavoro Sicuro e la stagione dei controlli straordinari
Dopo l’incendio del 1° dicembre 2013 nella confezione Teresa Moda di Prato, in cui morirono sette lavoratori, la Regione ha avviato nel 2014 il Piano Lavoro Sicuro: assunzione di tecnici della prevenzione dedicati e controlli sistematici sui laboratori tessili dell’area pratese, fiorentina, empolese e pistoiese. Il piano ha portato in pochi anni a migliaia di sopralluoghi nei laboratori del distretto.
Negli ultimi anni il piano si è allargato dai laboratori di confezione ad altri comparti a rischio, come metalmeccanico, conciario, legno e florovivaismo. Per chi opera nell’area dell’AUSL Toscana Centro significa controlli frequenti, con attenzione a dormitori abusivi negli opifici, impianti elettrici, vie di esodo e formazione dei lavoratori.
Porti, cave e distretti: i rischi tipici delle province toscane
Ogni area ha un profilo diverso e il DVR deve rifletterlo. Lungo la costa pesano porto, logistica e industria di base; nell’area centrale manifattura della moda, turismo e commercio; nel sud agricoltura, agriturismo e geotermia; nelle Apuane l’estrazione del marmo, per la quale l’AUSL Nord Ovest ha una struttura dedicata di ingegneria mineraria.
| Area | Comparti caratteristici | Rischi su cui si concentra il DVR |
|---|---|---|
| Livorno e Piombino | Porto, logistica, siderurgia | Movimentazione merci, mezzi, spazi confinati |
| Firenze e Prato | Moda, tessile, turismo | Incendio, macchine, rischio chimico, stress |
| Pisa e Valdera | Sanità, ricerca, metalmeccanica | Biologico, chimico, movimentazione pazienti |
| Apuane | Cave e lavorazione lapidei | Cadute, ribaltamento mezzi, silice |
| Sud Est | Agricoltura, vitivinicolo, agriturismo | Trattori, fitosanitari, stagionali |
Le aziende con lavoratori stagionali, frequenti nella vendemmia e nel turismo costiero, devono pianificare formazione e sorveglianza prima dell’assunzione: la guida sui lavoratori stagionali riassume gli obblighi.
Come lavora un RSPP esterno con aziende toscane
IncaricoRSPP non ha uffici in Toscana: il preventivo si calcola online, l’offerta arriva per email e il contratto si firma in digitale. La nomina può partire entro 24 ore, l'analisi annuale della sede è compresa e si svolge interamente da remoto (il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia), con il DVR aggiornato rispetto ai piani mirati e alle regole regionali descritte sopra.
Il canone parte da 490 euro più IVA l’anno per le attività a rischio basso; il dettaglio per fasce di dipendenti e sedi aggiuntive è nella pagina sul costo del RSPP esterno.
Città con una pagina dedicata
Domande frequenti sul RSPP esterno in Toscana
Come capisco quale servizio PISLL è competente per la mia azienda in Toscana?
Conta l’indirizzo dell’unità produttiva, non quello della sede legale. Si individua la zona distretto del comune e da lì l’unità funzionale PISLL della AUSL corrispondente. L’elenco regionale aggiornato a marzo 2026 riporta per ciascuna unità indirizzo, telefono e PEC; un’azienda con stabilimenti in più zone può avere servizi PISLL diversi per ciascuno.
Il regolamento toscano sulle coperture riguarda anche chi non costruisce?
Sì, indirettamente. Il regolamento 75/R/2013 si applica agli interventi edilizi sulle coperture, ma chi possiede o usa un capannone deve conoscere l’elaborato tecnico della copertura quando affida lavori di manutenzione sul tetto. L’RSPP verifica che la ditta incaricata usi gli ancoraggi previsti e che il rischio di caduta sia gestito nel DUVRI o nei documenti dell’appalto.
I controlli del Piano Lavoro Sicuro valgono solo per Prato?
No. Il piano è nato per i laboratori tessili dell’area pratese ma è stato esteso all’intera AUSL Toscana Centro, quindi anche a Firenze, Empoli e Pistoia, e ad altri comparti come metalmeccanico, conciario e legno. Le aziende di questi settori dovrebbero considerare probabile un sopralluogo e tenere pronti DVR, verbali di formazione e manutenzioni.
Serve un RSPP diverso per sedi in province toscane diverse?
No, il datore di lavoro può nominare un unico responsabile per tutte le unità produttive, purché il DVR valuti ciascuna sede e il responsabile possa garantire i sopralluoghi. Nel listino di IncaricoRSPP ogni sede aggiuntiva costa 250 euro l’anno. Cambiano invece gli interlocutori pubblici: AUSL, ufficio dell’Ispettorato e comando dei Vigili del Fuoco seguono la sede.
Contenuto aggiornato al .
Fonti
- Regione Toscana: contatti dei servizi PISLL delle Aziende USL
- Regione Toscana: Piano regionale della prevenzione 2020-2025, programma PP7
- Regione Toscana: ambulatori di medicina del lavoro PISLL
- Regione Toscana: sorveglianza sanitaria degli ex esposti ad amianto
- Azienda USL Toscana Nord Ovest: Dipartimento di Prevenzione
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