RSPP esterno in Lombardia: come funziona la vigilanza tra ATS, ASST e PSAL
Il modello lombardo separa chi controlla da chi eroga le prestazioni sanitarie: sapere a quale ATS appartiene la tua sede cambia interlocutori, procedure e priorità dei controlli.
Preventivo Gratuito in 2 MinutiSopralluogo da remoto: il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia. Per Lombardia l'incarico è seguito interamente da remoto (email, telefono, videoconferenza).
In Lombardia un’azienda con dipendenti deve designare l’RSPP come in tutta Italia (art. 17 del D.Lgs. 81/08), ma i controlli li esegue il servizio PSAL dell’Agenzia di Tutela della Salute competente per la sede, non l’ospedale o l’ASST. Un RSPP esterno è una scelta valida per le PMI lombarde che non hanno in organico una figura con i requisiti dell’art. 32.
La particolarità regionale nasce dalla riforma sanitaria (L.R. 23/2015, poi modificata dalla L.R. 22/2021): le otto ATS programmano e vigilano, mentre le ASST gestiscono ospedali e servizi territoriali. Per chi gestisce la sicurezza questo significa che verbali, prescrizioni e richieste di documenti arrivano dal Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria (DIPS) dell’ATS.
In questa pagina trovi la mappa delle ATS, gli strumenti regionali che toccano direttamente le imprese e le priorità del piano regionale. Per i riferimenti pratici di ogni capoluogo (sedi INAIL, ispettorato, comando dei Vigili del Fuoco) rimandiamo alle pagine di Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Varese e Como.
Chi vigila sulla sicurezza sul lavoro in Lombardia
| Ruolo | Ente competente |
|---|---|
| Indirizzo e programmazione regionale | Regione Lombardia, Direzione Generale WelfareApprova il piano regionale salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e coordina le ATS attraverso il Comitato regionale di coordinamento previsto dall’art. 7 del D.Lgs. 81/08. |
| Vigilanza sanitaria nei luoghi di lavoro | Servizi PSAL delle 8 ATS (Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria)ATS della Città Metropolitana di Milano, Insubria, Montagna, Brianza, Bergamo, Brescia, Val Padana, Pavia. Ciascuna ha una propria struttura di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. |
| Ispettorato del lavoro | INL, Ispettorato d’Area Metropolitana di Milano e ITL lombardiAll’IAM Milano fanno capo gli ITL di Bergamo, Brescia, Como, Lecco-Sondrio, Mantova-Cremona, Pavia-Lodi e Varese. |
| Assicurazione infortuni | INAIL, Direzione regionale LombardiaVia Giuseppe Mazzini 7, Milano. Dal 1° aprile 2021 le direzioni territoriali sono state riorganizzate (tra le nuove: Milano Nord-Est, Milano Sud-Lodi, Sesto San Giovanni-Rho, Como-Lecco-Sondrio, Monza-Brianza). |
Le otto ATS lombarde e dove si trova il PSAL
Dal 1° gennaio 2016 il territorio regionale è diviso in otto ATS. I confini non coincidono sempre con le province: l’ATS di Milano comprende anche la provincia di Lodi, l’ATS Brianza unisce Monza e Lecco, l’ATS Insubria copre Varese e Como, mentre l’ATS della Montagna riunisce Valtellina, Valle Camonica e l’Alto Lario.
Un’azienda di Darfo Boario Terme, quindi, non dipende dall’ATS di Brescia ma da quella della Montagna, anche se la provincia è la stessa. Prima di inviare una comunicazione o di rispondere a una prescrizione conviene sempre verificare l’ATS di riferimento del comune della sede operativa.
| ATS | Territorio | Approfondimento |
|---|---|---|
| Città Metropolitana di Milano | Città metropolitana di Milano e provincia di Lodi | RSPP a Milano |
| Insubria | Province di Varese e Como (escluso Alto Lario) | Varese, Como |
| Brianza | Province di Monza e Brianza e di Lecco | RSPP a Monza |
| Bergamo | Provincia di Bergamo | RSPP a Bergamo |
| Brescia | Provincia di Brescia esclusa la Valle Camonica | RSPP a Brescia |
| Montagna | Provincia di Sondrio, Valle Camonica, Alto Lario | - |
| Val Padana | Province di Cremona e Mantova | - |
| Pavia | Provincia di Pavia | - |
ATS e ASST: chi controlla e chi eroga
La distinzione tra agenzie di tutela e aziende socio-sanitarie territoriali è il tratto che differenzia la Lombardia dalle regioni con un’unica ASL. Le ASST gestiscono ospedali, case di comunità e ambulatori; la funzione di controllo resta alle ATS, che la esercitano tramite il DIPS e, per i luoghi di lavoro, tramite il PSAL.
Il PSAL svolge vigilanza programmata secondo indici di rischio, indaga sugli infortuni gravi e mortali e sulle malattie professionali, riceve le notifiche dei cantieri e valuta i ricorsi contro i giudizi del medico competente. Molte ATS affiancano ai sopralluoghi i piani mirati di prevenzione: l’impresa riceve una scheda di autovalutazione, partecipa a un seminario e solo dopo viene controllata.
Le ASST restano comunque un interlocutore utile: nelle loro strutture operano le unità ospedaliere di medicina del lavoro, a cui il medico competente o il medico di base può indirizzare un lavoratore per approfondimenti diagnostici. Per l’RSPP il riferimento operativo resta però l’ATS.
Il coordinamento regionale e i comitati provinciali
L’art. 7 del D.Lgs. 81/08 prevede in ogni regione un comitato di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza. In Lombardia il comitato è affiancato da un ufficio operativo, detto Cabina di regia, che valida protocolli e linee guida poi emanati con decreto della Direzione Generale Welfare.
Sul territorio operano organismi provinciali presieduti dall’ATS, con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali. È in questa sede che si concordano le campagne di controllo congiunte con ispettorato del lavoro, INAIL e Vigili del Fuoco: ad esempio i controlli coordinati nei cantieri o in agricoltura durante i mesi più caldi.
Un dato utile per capire quanto pesa la vigilanza: la Regione destina alle ATS e a Polis Lombardia i proventi delle sanzioni per il potenziamento della prevenzione, che secondo la pagina regionale ammontavano a 7.242.267 euro per il 2017 e a 8.687.848,14 euro per il 2018.
Il piano regionale salute e sicurezza: dove si concentrano i controlli
Il piano regionale 2022-2025, approvato con DGR n. 6869 del 2 agosto 2022, inquadra la sicurezza sul lavoro nell’approccio One Health e la collega al macro obiettivo 4 del Piano regionale della prevenzione. In attesa del recepimento del Piano nazionale della prevenzione 2026-2032, le ATS proseguono le azioni già avviate.
Il lavoro tecnico è organizzato in sette tavoli tematici, che corrispondono di fatto alle aree in cui un’impresa lombarda ha più probabilità di essere controllata:
- agricoltura (macchine, trattori, prodotti fitosanitari);
- costruzioni, con particolare attenzione alle cadute dall’alto;
- agenti fisici come rumore, vibrazioni e microclima;
- patologie muscolo-scheletriche da movimentazione e sovraccarico;
- rischio biologico;
- rischio cancerogeno professionale;
- stress lavoro-correlato.
A gennaio 2026 la Regione ha aggiunto un piano mirato regionale sul sovraccarico biomeccanico degli operatori dell’assistenza domiciliare (DGR n. 5666 del 26 gennaio 2026). Per chi gestisce cooperative sociali o servizi alla persona, la valutazione della movimentazione dei pazienti è quindi un punto da tenere aggiornato nel DVR.
Notifica preliminare dei cantieri: il portale regionale
In Lombardia la notifica preliminare prevista dall’art. 99 del D.Lgs. 81/08 si invia solo per via telematica dal gennaio 2010 (decreto regionale n. 9056 del 14 settembre 2009). Il servizio, chiamato GE.CA., è raggiungibile dal portale Previmpresa e trasmette la notifica in un solo passaggio all’ATS, all’ispettorato del lavoro e al Comune competente.
Secondo la pagina regionale dedicata, l’obbligo ricade sul committente o sul responsabile dei lavori. La procedura tipica è questa:
- verificare se il cantiere rientra nei casi dell’art. 99: più imprese, anche non contemporanee, oppure una sola impresa con almeno 200 uomini-giorno;
- accedere al portale previmpresa.servizirl.it/cantieri con le credenziali indicate dalla Regione;
- compilare i dati del cantiere, del coordinatore e delle imprese esecutrici;
- inviare prima dell’inizio dei lavori e conservare la ricevuta in cantiere;
- trasmettere un aggiornamento ogni volta che entra una nuova impresa o cambiano i dati.
Il numero verde regionale 800.070.090 offre assistenza nei giorni feriali. Un errore frequente nelle verifiche del PSAL è la notifica non aggiornata dopo l’ingresso di un subappaltatore: il dato sul portale risulta diverso da chi è effettivamente presente in cantiere.
Cosa cambia per un’impresa che sceglie un RSPP esterno
Per un’azienda lombarda il compito dell’RSPP esterno non si limita al documento di valutazione dei rischi: deve conoscere l’ATS di riferimento, sapere se il comparto è oggetto di un piano mirato in corso e preparare l’impresa a una possibile scheda di autovalutazione. Su questi aspetti il nostro servizio di RSPP esterno lavora interamente da remoto, con un'analisi annuale a distanza della sede (il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia).
Chi ha più sedi in province diverse deve ricordare che ogni unità produttiva risponde all’ATS del proprio territorio: un’azienda con magazzino a Lodi e uffici a Monza ha due interlocutori distinti (ATS Milano e ATS Brianza). Per capire cosa verifica concretamente un ispettore puoi leggere la guida su cosa controlla un’ispezione dell’ASL, valida anche per i PSAL lombardi.
Città con una pagina dedicata
Domande frequenti sul RSPP esterno in Lombardia
In Lombardia esiste ancora l’ASL?
No. Dal 2016 le ASL sono state sostituite dalle ATS, che programmano e controllano, e dalle ASST, che erogano le prestazioni. Quando una norma nazionale parla di “organo di vigilanza della ASL”, in Lombardia si intende il servizio PSAL del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS competente per il comune in cui si trova la sede di lavoro.
Come capisco quale ATS è competente per la mia azienda?
Conta il comune della sede operativa, non la sede legale. I confini delle ATS non sempre coincidono con le province: la Valle Camonica rientra nell’ATS della Montagna e non in quella di Brescia, l’Alto Lario non è nell’ATS Insubria, Lodi dipende dall’ATS di Milano. Il sito di ogni ATS pubblica l’elenco dei comuni serviti.
La notifica preliminare in Lombardia si può inviare in carta?
No. Dal gennaio 2010 la Regione accetta solo l’invio telematico tramite il servizio GE.CA. sul portale Previmpresa, che inoltra automaticamente la notifica all’ATS, all’ispettorato del lavoro e al Comune. Anche gli aggiornamenti, ad esempio l’ingresso di una nuova impresa, vanno trasmessi per la stessa via prima che inizino i relativi lavori.
Il piano regionale prevede controlli più frequenti in alcuni settori?
Sì. Il piano 2022-2025 concentra l’attività su agricoltura, costruzioni, agenti fisici, disturbi muscolo-scheletrici, rischio biologico, cancerogeno e stress lavoro-correlato. Nel 2026 si è aggiunto un piano mirato sull’assistenza domiciliare. Rientrare in un comparto prioritario non significa ricevere subito un’ispezione, ma rende più probabile una scheda di autovalutazione o un sopralluogo.
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Fonti
- Regione Lombardia, Piano regionale salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
- Regione Lombardia, Trasmissione notifica preliminare inizio cantiere
- Regione Lombardia, Modello organizzativo per la prevenzione e vigilanza
- Ispettorato Nazionale del Lavoro, Le sedi INL
- INAIL, Riorganizzazione delle direzioni territoriali in Lombardia (2021)
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