RSPP esterno in Sicilia: un sistema di controlli diverso dal resto d’Italia
Nell’isola l’Ispettorato nazionale del lavoro non ha uffici: la vigilanza lavoristica è della Regione, quella sanitaria delle nove ASP provinciali.
Preventivo Gratuito in 2 MinutiSopralluogo da remoto: il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia. Per Sicilia l'incarico è seguito interamente da remoto (email, telefono, videoconferenza).
Un’impresa siciliana può nominare un RSPP esterno con le stesse regole valide in tutta Italia: designazione scritta del datore di lavoro, requisiti dell’art. 32 del D.Lgs. 81/08, DVR firmato. La differenza riguarda chi controlla: gli ispettorati del lavoro sono uffici della Regione Siciliana e non dell’Ispettorato nazionale, mentre la vigilanza sanitaria spetta agli SPreSAL delle ASP.
Questa scheda spiega l’assetto regionale. Le indicazioni pratiche sui singoli territori, con uffici competenti ed esempi, sono nelle pagine di Palermo, Catania e Messina.
Chi vigila sulla sicurezza sul lavoro in Sicilia
| Ruolo | Ente competente |
|---|---|
| Coordinamento della vigilanza sul lavoro | Dipartimento regionale del lavoro, Servizio V – Coordinamento ispettorati territoriali del lavoro e sicurezza nei luoghi di lavoroCoordina i nove ispettorati provinciali e la vigilanza a livello regionale; sede in viale Praga 29, Palermo. |
| Ispettorati del lavoro | Ispettorati territoriali del lavoro regionali (Servizi XVI-XXIV)Uno per provincia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. |
| Vigilanza sanitaria nei luoghi di lavoro | SPreSAL dei Dipartimenti di prevenzione delle nove ASPLe Aziende sanitarie provinciali coincidono con le province; a Palermo la struttura si chiama U.O.C. Pre.S.A.L. |
| INAIL | Direzione regionale INAIL SiciliaViale Del Fante 58/d, Palermo; dalla pagina regionale si raggiungono le sedi provinciali e i loro contatti. |
Perché in Sicilia non c’è l’Ispettorato nazionale del lavoro
Il D.Lgs. 149/2015 ha creato l’Ispettorato nazionale del lavoro, ma la stessa pagina delle sedi INL chiarisce che nelle regioni a statuto speciale del Trentino-Alto Adige e della Sicilia non sono presenti ispettorati: la materia è disciplinata dai relativi statuti. In Sicilia le funzioni restano quindi all’amministrazione regionale.
Gli ispettorati provinciali sono servizi del Dipartimento del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative, che fa capo all’Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro. Sopra di loro il Servizio V cura il coordinamento regionale della vigilanza e le procedure informatiche dell’attività ispettiva.
Per un’azienda la conseguenza è concreta. Moduli, PEC e uffici cambiano rispetto a quelli dell’INL: le istanze vanno agli indirizzi certmail.regione.sicilia.it dei singoli ispettorati, e le comunicazioni che nel resto d’Italia vanno all’ispettorato territoriale qui raggiungono l’ufficio regionale della provincia.
Cosa fanno gli ispettorati regionali in materia di sicurezza
Le schede organizzative pubblicate dalla Regione elencano per ogni ispettorato competenze che vanno oltre i contratti e la previdenza. Alcune toccano direttamente la sicurezza e il lavoro dell’RSPP.
- Vigilanza sull’applicazione delle norme di salute e sicurezza nei settori individuati dall’art. 13 del D.Lgs. 81/08.
- Inchieste amministrative sugli infortuni sul lavoro e vigilanza in materia di radiazioni ionizzanti.
- Collaudi e verifiche di ascensori e montacarichi, compito che altrove non è svolto dagli ispettorati.
- Rilascio degli attestati di conducente e ricorsi contro i provvedimenti dell’art. 14 del D.Lgs. 81/08.
- Autorizzazioni per gli impianti audiovisivi ai sensi dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori.
Un’attenzione utile: se l’azienda subisce un provvedimento di sospensione, il ricorso segue il canale regionale. Anche le richieste di autorizzazione per la videosorveglianza vanno indirizzate all’ispettorato regionale della provincia, con istanza firmata digitalmente quando l’ufficio lo prevede.
Le nove ASP e i servizi SPreSAL
La sanità siciliana è organizzata in nove Aziende sanitarie provinciali, una per ciascuna provincia. In ogni ASP il Dipartimento di prevenzione comprende il servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, chiamato SPreSAL o, all’ASP di Palermo, U.O.C. Pre.S.A.L. È l’organo che ispeziona aziende e cantieri, indaga sugli infortuni gravi su delega della magistratura e rilascia pareri preventivi.
Le ASP non usano tutte la stessa struttura interna. Palermo ha unità dedicate a controllo e vigilanza, pareri e autorizzazioni, epidemiologia occupazionale e assistenza alle imprese; altre aziende accorpano le funzioni. Per sapere a chi rivolgersi conta la sede operativa dell’unità produttiva, non la sede legale.
Il piano di prevenzione declinato dalle ASP
I piani aziendali delle ASP siciliane applicano i programmi predefiniti del Piano nazionale della prevenzione 2020-2025. Il piano aziendale dell’ASP di Palermo, per esempio, pubblica materiali per ciascun programma rivolti a datori di lavoro ed enti di formazione.
| Programma | Tema | Materiali pubblicati |
|---|---|---|
| PP03 | Luoghi di lavoro che promuovono salute | Brochure e buone pratiche sugli stili di vita |
| PP06 | Piano mirato di prevenzione | Scheda di autovalutazione, formazione, giornate sulla sicurezza |
| PP07 | Prevenzione in edilizia e agricoltura | Buone pratiche su caduta dall’alto e ribaltamento dei trattori |
| PP08 | Patologie professionali | Buone pratiche su asfaltisti, disturbi muscolo-scheletrici, stress |
Il piano mirato di prevenzione funziona così: l’ASP seleziona un gruppo di imprese, fornisce una scheda di autovalutazione e poi verifica sul campo come è stata compilata. Un RSPP che conosce queste schede può allineare il DVR prima del controllo, invece di inseguirlo dopo.
Notifiche, cantieri e documenti: a chi vanno in Sicilia
La notifica preliminare dell’art. 99 del D.Lgs. 81/08 va trasmessa all’ASP e all’ispettorato del lavoro competenti per il luogo del cantiere. In Sicilia il secondo destinatario è l’ispettorato regionale della provincia, non un ufficio INL. Lo stesso vale per molte comunicazioni che nelle guide nazionali citano l’ispettorato territoriale.
Prima di inviare un documento conviene controllare la pagina dell’ufficio provinciale sul portale regionale: alcuni ispettorati indicano i modelli da usare e chiedono che gli atti riportino un recapito telefonico e un indirizzo PEC. Gli altri adempimenti di cantiere, da PSC e POS alla verifica dell’idoneità delle imprese, seguono la norma nazionale riassunta nella guida sulla sicurezza nei cantieri edili.
RSPP esterno per un’impresa siciliana: come si imposta l’incarico
IncaricoRSPP non ha uffici in Sicilia e lo dichiara: il servizio di RSPP esterno si attiva online, con preventivo immediato, contratto digitale e un'analisi annuale a distanza della sede dell’azienda (il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia). L’assistenza ordinaria è da remoto, inclusa la preparazione dei documenti da presentare a SPreSAL o ispettorato.
Il canone parte da 490 euro più IVA l’anno per il rischio basso e cresce con dipendenti e sedi; il dettaglio è nella pagina sul costo dell’RSPP esterno. Per sapere come si svolge un controllo sanitario in azienda è utile la guida su cosa verifica un’ispezione ASL.
Città con una pagina dedicata
Domande frequenti sul RSPP esterno in Sicilia
In Sicilia chi fa le ispezioni sulla sicurezza sul lavoro?
Le ispezioni sanitarie sono compito dello SPreSAL dell’ASP della provincia. L’ispettorato del lavoro, che in Sicilia è un ufficio della Regione e non dell’Ispettorato nazionale, vigila nei settori indicati dall’art. 13 del D.Lgs. 81/08 e svolge inchieste sugli infortuni. Per la prevenzione incendi intervengono i Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco.
Le regole per nominare l’RSPP in Sicilia sono diverse?
No. Obblighi, requisiti e sanzioni derivano dal D.Lgs. 81/08 e valgono anche nell’isola; la formazione segue l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Cambiano gli uffici: ricorsi, autorizzazioni e comunicazioni destinate all’ispettorato del lavoro vanno agli ispettorati regionali, con i loro indirizzi PEC e la loro modulistica.
Chi verifica gli ascensori nei luoghi di lavoro siciliani?
Le schede della Regione Siciliana attribuiscono agli ispettorati territoriali del lavoro i collaudi e le verifiche di ascensori e montacarichi. Per il datore di lavoro resta l’obbligo di manutenzione e di conservare la documentazione delle verifiche; l’RSPP ne tiene conto nel DVR e nel piano di controllo delle attrezzature.
Un’azienda con sedi a Palermo e Catania ha due interlocutori diversi?
Sì. Ogni unità produttiva fa riferimento all’ASP e all’ispettorato della propria provincia: per Palermo la U.O.C. Pre.S.A.L. dell’ASP di Palermo e l’ispettorato di viale Praga, per Catania lo SPreSAL dell’ASP di Catania e l’ispettorato di via Battello. L’RSPP resta uno solo e il DVR tratta ciascuna sede.
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