RSPP esterno nelle Marche: organi di vigilanza dopo la nascita delle AST
Cinque aziende sanitarie territoriali al posto dell’ASUR, una legge regionale sui tetti e i piani mirati di prevenzione: cosa sapere prima di affidare l’incarico.
Preventivo Gratuito in 2 MinutiSopralluogo da remoto: il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia. Per Marche l'incarico è seguito interamente da remoto (email, telefono, videoconferenza).
Nelle Marche ogni datore di lavoro con dipendenti deve designare un RSPP, interno o esterno, secondo il D.Lgs. 81/08. Dal 2023 i controlli sanitari nei luoghi di lavoro non fanno più capo all’ASUR: la legge regionale 19/2022 l’ha soppressa e ha creato cinque Aziende Sanitarie Territoriali (AST), una per provincia, ognuna con il proprio servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPSAL).
Chi cerca un consulente esterno trova quindi un sistema ancora in assestamento, con documenti e guide che a volte riportano la vecchia denominazione. A questo si aggiungono regole marchigiane specifiche, come la legge sulle misure contro le cadute dall’alto dalle coperture, e una programmazione regionale basata sui piani mirati di prevenzione.
Questa pagina riassume il quadro regionale. Per gli uffici del capoluogo, il porto e un esempio di costo si veda la pagina sull’RSPP esterno ad Ancona.
Chi vigila sulla sicurezza sul lavoro in Marche
| Ruolo | Ente competente |
|---|---|
| Servizi di prevenzione delle aziende sanitarie | SPSAL delle cinque AST: Pesaro Urbino, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli PicenoOgni AST ha una unità operativa complessa di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro nel proprio Dipartimento di Prevenzione. La Regione ne indirizza e coordina l’attività. |
| Ispettorato del lavoro | Ispettorati Territoriali del Lavoro delle MarcheUffici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro su base provinciale o interprovinciale; ad Ancona la sede è in via Ruggeri 5. |
| INAIL | INAIL – Direzione regionale MarcheVia Piave 25, Ancona; coordina le sedi territoriali della regione. |
| Coordinamento regionale | Comitato regionale di coordinamento (art. 7 D.Lgs. 81/08)Presieduto dalla Regione, raccorda la programmazione di SPSAL, Ispettorato, INAIL e Vigili del Fuoco, come previsto dal DPCM 21 dicembre 2007. |
Dall’ASUR alle AST: chi controlla oggi
La riforma approvata nell’agosto 2022 ha chiuso l’esperienza dell’azienda sanitaria unica regionale e delle sue Aree Vaste. Al loro posto operano cinque AST provinciali, oltre all’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche e all’INRCA; l’ex Azienda ospedaliera Marche Nord è confluita nell’AST di Pesaro Urbino. Nel giugno 2025 la Giunta regionale ha approvato gli atti aziendali di quattro AST, tra cui quella di Ancona.
Per un’impresa la regola pratica è che risponde allo SPSAL dell’AST in cui si trova ciascuna unità produttiva. Un’interrogazione al Consiglio regionale del giugno 2026 ricorda che la Regione esercita funzioni di indirizzo, programmazione e monitoraggio sugli SPSAL delle AST, definendo priorità e obiettivi di vigilanza.
| Azienda | Territorio | Note utili alle imprese |
|---|---|---|
| AST Pesaro Urbino | Provincia di Pesaro e Urbino | Ha incorporato l’ex AO Marche Nord |
| AST Ancona | Provincia di Ancona | Sedi SPSAL ad Ancona, Jesi, Fabriano, Senigallia |
| AST Macerata | Provincia di Macerata | SPSAL nel Dipartimento di Prevenzione |
| AST Fermo | Provincia di Fermo | SPSAL nel Dipartimento di Prevenzione |
| AST Ascoli Piceno | Provincia di Ascoli Piceno | SPSAL nel Dipartimento di Prevenzione |
Molti moduli e pagine informative sono ancora intestati all’ASUR o alle Aree Vaste. Prima di inviare una pratica conviene controllare sul sito dell’AST competente canali e indirizzi PEC aggiornati.
Legge regionale 7/2014: le coperture devono essere accessibili in sicurezza
La legge regionale 22 aprile 2014, n. 7 detta le “Norme sulle misure di prevenzione e protezione dai rischi di caduta dall’alto da predisporre negli edifici per l’esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture in condizioni di sicurezza”. È diventata operativa con il regolamento regionale n. 7 del 2018 e nello stesso anno è stata modificata dall’Assemblea legislativa con la deliberazione del 30 luglio 2018.
Il testo modificato riguarda progettazione e realizzazione di interventi edilizi, pubblici e privati, su edifici nuovi o esistenti, compresa la manutenzione con rifacimento anche parziale del manto. Sono esclusi i tetti con linea di gronda fino a 3 metri dal suolo, le coperture già dotate di protezioni collettive idonee e le opere temporanee da rimuovere entro novanta giorni.
Il documento centrale è l’elaborato tecnico della copertura: se manca, la modifica del 2018 prevede l’inefficacia della CILA o della SCIA presentata. Le strutture necessarie all’accesso e al transito sul tetto, inoltre, non contano nelle verifiche su volumi e altezze.
- Il committente incarica il progettista di redigere l’elaborato tecnico della copertura.
- L’elaborato accompagna il titolo edilizio (permesso, SCIA o CILA) depositato in Comune.
- L’impresa esecutrice installa i sistemi previsti e ne documenta la posa.
- Il proprietario conserva l’elaborato e lo consegna a chi accederà in seguito al tetto.
Piano regionale della prevenzione e piani mirati
La programmazione marchigiana segue il Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, che per il lavoro si articola nei programmi PP06, PP07 e PP08: piani mirati di prevenzione, edilizia e agricoltura, rischi cancerogeni, muscoloscheletrici e stress lavoro-correlato. Il 14 maggio 2026, a Jesi, il convegno “La Regione Marche nella costruzione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” ha fatto il punto sugli obiettivi raggiunti in questi tre programmi e sui loro sviluppi.
Il piano mirato di prevenzione funziona in tre tempi: lo SPSAL presenta alle imprese di un comparto buone pratiche e una scheda di autovalutazione, le aziende la compilano e si adeguano, poi una parte di esse viene controllata. Per una PMI è l’occasione di sistemare DVR e procedure prima del sopralluogo, con il supporto dell’RSPP; cosa si guarda di solito è descritto nella guida sull’ispezione ASL in azienda.
Distretti produttivi e rischi ricorrenti
Il tessuto manifatturiero marchigiano è fatto di distretti di piccole e medie imprese: mobile nel Pesarese, calzatura tra Fermano e Maceratese, elettrodomestico e carta nell’area di Fabriano, meccanica diffusa lungo le valli. A questi si aggiungono porto, cantieristica e pesca sulla costa anconetana.
Ne derivano rischi caratteristici: polveri di legno e vernici nei mobilifici, collanti e solventi nei calzaturifici, sovraccarico biomeccanico nelle lavorazioni ripetitive, cadute dall’alto nei cantieri e sui tetti dei capannoni. Sono proprio i temi dei programmi PP07 e PP08, e quindi quelli su cui puntano i controlli.
Affidare l’RSPP esterno a un’impresa marchigiana
Un RSPP esterno porta nel DVR i riferimenti regionali giusti: elaborato della copertura per chi lavora sui tetti, schede dei piani mirati, canali aggiornati dell’AST. La formazione segue l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 e la gestione antincendio i DM del settembre 2021.
IncaricoRSPP lavora a distanza, senza uffici nelle Marche, con analisi annuale a distanza dell'azienda compresa nel canone (il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia). Come si arriva alla nomina è spiegato nella pagina sulla nomina RSPP online; per la valutazione dei rischi c’è la pagina sul DVR.
Città con una pagina dedicata
Domande frequenti sul RSPP esterno in Marche
L’ASUR esiste ancora per le pratiche di sicurezza sul lavoro?
No. Con la legge regionale 19/2022 l’ASUR è stata soppressa e le sue funzioni territoriali sono passate alle cinque AST provinciali. Alcune pagine e moduli conservano la vecchia intestazione, ma le pratiche vanno indirizzate allo SPSAL dell’AST in cui si trova l’unità produttiva interessata.
Quando serve l’elaborato tecnico della copertura nelle Marche?
Serve per gli interventi edilizi su coperture previsti dalla legge regionale 7/2014, comprese le manutenzioni che rifanno anche in parte il manto e richiedono di salire sul tetto. Non serve, ad esempio, se la gronda è a 3 metri o meno dal suolo o se il tetto ha già protezioni collettive idonee.
Che cos’è un piano mirato di prevenzione per una piccola impresa?
È un’iniziativa dello SPSAL rivolta a un comparto: l’azienda riceve buone pratiche e una scheda di autovalutazione, la compila e corregge le carenze, poi può essere controllata. Nelle Marche i piani mirati rientrano nei programmi PP06, PP07 e PP08 del Piano regionale della prevenzione.
Le regole sulla formazione cambiano nelle Marche?
No. Corsi per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro e RSPP seguono in tutta Italia l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito gli accordi del 2011, 2012 e 2016. La Regione può accreditare enti formativi, ma durate e contenuti minimi sono quelli nazionali.
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