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RSPP esterno in Calabria: regole regionali e organi di controllo

Cinque Aziende sanitarie provinciali, un coordinamento regionale a Catanzaro e un sistema ispettivo con pochi tecnici: cosa significa per chi deve nominare il responsabile del servizio di prevenzione.

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Sopralluogo da remoto: il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia. Per Calabria l'incarico è seguito interamente da remoto (email, telefono, videoconferenza).

In Calabria il datore di lavoro può affidare l’incarico di RSPP a un professionista esterno in possesso dei requisiti dell’art. 32 del D.Lgs. 81/08, come nel resto d’Italia. Cambia il contesto: i controlli sanitari spettano agli SPISAL delle cinque ASP provinciali, programmati dalla Regione attraverso il Piano regionale della prevenzione 2020-2025.

Questa pagina descrive l’impianto regionale: chi coordina, quali programmi sono attivi, quante aziende i servizi si sono impegnati a controllare e dove sono gli uffici dell’Ispettorato nazionale. Per le indicazioni operative su un singolo capoluogo c’è la scheda RSPP esterno a Reggio Calabria.

Chi vigila sulla sicurezza sul lavoro in Calabria

RuoloEnte competente
Coordinamento regionale della prevenzioneRegione Calabria, Dipartimento Tutela della Salute, Settore n. 4 Prevenzione e Sanità PubblicaProgramma e coordina l’attività dei servizi di prevenzione delle ASP; ha sede nella Cittadella regionale di Germaneto, Catanzaro.
Servizi di vigilanza nei luoghi di lavoroSPISAL delle ASP di Cosenza, Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio CalabriaCiascuna ASP ha un proprio Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dentro il Dipartimento di prevenzione.
Ispettorato del lavoroIspettorato d’Area metropolitana di Reggio Calabria e ITL di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo ValentiaArticolazioni dell’Ispettorato nazionale del lavoro dopo la riorganizzazione del 2023.
Assistenza sanitaria agli infortunatiINAIL, ambulatori e centri regionaliIl protocollo INAIL-Regione del 2023 elenca un polo a Lamezia Terme e ambulatori a Cosenza, Rossano Scalo, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Locri e Palmi.

Chi governa la prevenzione sul lavoro in Calabria

La regia regionale è affidata al Settore n. 4 Prevenzione e Sanità Pubblica del Dipartimento Tutela della Salute. Il settore non ispeziona le imprese: programma le attività, assegna gli obiettivi annuali e verifica che le ASP li raggiungano. Le visite in azienda e nei cantieri restano compito dei servizi territoriali.

Sul territorio operano cinque Aziende sanitarie provinciali, una per provincia, e in ciascuna il Dipartimento di prevenzione ospita lo SPISAL. A Reggio Calabria, per esempio, il servizio ha sede centrale nel capoluogo e due articolazioni a Locri e Taurianova; le altre ASP hanno un’organizzazione propria, da verificare sul sito di ciascuna azienda.

Accanto alla Regione lavora il Comitato regionale di coordinamento previsto dall’art. 7 del D.Lgs. 81/08, ricostituito con decreto dirigenziale n. 11582 del 3 ottobre 2022. Vi siedono, tra gli altri, i servizi delle ASP, INAIL, INPS, l’Ispettorato interregionale del lavoro, la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, l’Autorità portuale di Gioia Tauro e le parti sociali.

Il Piano regionale della prevenzione e i tre programmi sul lavoro

Il Piano regionale della prevenzione 2020-2025 è stato approvato con il DCA 137/2021, cioè con un decreto del commissario ad acta per il piano di rientro sanitario. Per la salute dei lavoratori il piano prevede tre programmi predefiniti, che orientano dove i servizi concentrano ispezioni e iniziative di assistenza.

  1. Piano mirato di prevenzione negli impianti di macellazione e sezionamento delle carni.
  2. Prevenzione in edilizia e agricoltura, i due comparti con il maggior numero di controlli assegnati.
  3. Prevenzione del rischio cancerogeno professionale, delle patologie muscolo-scheletriche e dello stress lavoro-correlato.

Per un’impresa calabrese la conseguenza pratica è semplice: se lavora nella filiera delle carni, in un cantiere o in un’azienda agricola, ha più probabilità di ricevere un controllo programmato. Un DVR che tratta in modo superficiale cadute dall’alto, ribaltamento dei trattori o movimentazione dei carichi è il primo punto su cui un tecnico della prevenzione si sofferma.

Quante aziende controllano gli SPISAL: gli obiettivi 2023

In una risposta a un’interrogazione consiliare del 2023 il Dipartimento Tutela della Salute ha pubblicato gli obiettivi di vigilanza assegnati ai servizi delle ASP con nota del 16 febbraio 2023. Sono numeri utili per capire su quali comparti si concentra la pressione ispettiva nelle diverse province.

Obiettivi di controllo 2023 assegnati ai servizi PISAL delle ASP calabresi
ASPAziende (tutti i comparti)Cantieri ediliAziende agricoleAltri settori
Cosenza1075538203334
Catanzaro56628097189
Reggio Calabria761364124273
Crotone2501204189
Vibo Valentia2391234571

Lo stesso documento riporta la quota di unità locali controllate sul totale da controllare: 5,3% nel 2020, 6,8% nel 2021 e 7,3% nel 2022. Il dato supera la soglia del 5% richiesta dai livelli essenziali di assistenza, ma conferma che in un anno la grande maggioranza delle imprese non riceve visite: la conformità si dimostra con i documenti, non con l’attesa del controllo.

Un sistema ispettivo con poco personale

La relazione regionale indica per il 2023, in forma non ufficiale, un organico complessivo dei servizi di 20 dirigenti medici, di cui sette specialisti ambulatoriali, e 25 tecnici della prevenzione per l’intera regione. Nel 2020 i tecnici erano 30. Il Comitato regionale ha segnalato le carenze di personale di vigilanza come un limite che ritarda le iniziative programmate.

Meno ispettori non significa meno rischi per l’impresa. Quando un controllo arriva, spesso è legato a un infortunio grave, a una segnalazione o a un cantiere notificato, e in quei casi il servizio verifica subito nomina dell’RSPP, DVR, formazione e sorveglianza sanitaria. Le violazioni su questi punti hanno rilevanza penale e si chiudono con prescrizione e pagamento di una sanzione.

Ispettorato del lavoro e INAIL: come sono distribuiti

Secondo l’elenco delle sedi dell’Ispettorato nazionale del lavoro, in Calabria c’è un ufficio d’area metropolitana a Reggio Calabria, creato con la riorganizzazione disposta dal decreto del direttore INL n. 49 del 27 luglio 2023, e quattro ispettorati territoriali a Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia. In edilizia l’ispettorato vigila in parallelo con le ASP e controlla anche la patente a crediti dei cantieri.

INAIL ha firmato con la Regione nel maggio 2023 un protocollo d’intesa sulle prestazioni sanitarie agli infortunati: l’elenco allegato comprende la filiale del Centro protesi e un centro diagnostico polispecialistico a Lamezia Terme, oltre agli ambulatori provinciali. Per le aziende questa rete conta soprattutto nella gestione post-infortunio e nelle visite di controllo dei lavoratori.

Come lavora un RSPP esterno su un territorio calabrese

Le imprese calabresi sono in larga parte piccole e spesso distribuite tra costa e interno, con cantieri stagionali, aziende agricole e attività turistiche estive. Il servizio di RSPP esterno di IncaricoRSPP non ha sedi in regione: preventivo, contratto e assistenza sono online, gestito interamente a distanza (il sopralluogo in presenza è riservato alle aziende con sede a Roma e provincia).

  1. Verifica della classe di rischio ATECO e del numero di sedi, che determinano il canone.
  2. Analisi a distanza e aggiornamento del DVR sui rischi che il PRP calabrese considera prioritari.
  3. Calendario della formazione secondo l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
  4. Supporto nelle comunicazioni con SPISAL e ispettorato, comprese notifiche preliminari e risposte a verbali.

Il costo dipende da rischio, dipendenti e sedi: la tabella completa è nella pagina sul costo dell’RSPP esterno. Chi opera in edilizia o agricoltura può leggere anche le schede di settore per imprese edili e per l’agricoltura. Per chi lavora anche sull’altra sponda dello Stretto, le regole siciliane, diverse sul fronte ispettivo, sono riassunte nella scheda di Messina.

Città con una pagina dedicata

Domande frequenti sul RSPP esterno in Calabria

In Calabria quale ente controlla la sicurezza nelle aziende?

Il controllo ordinario spetta allo SPISAL dell’ASP della provincia in cui si trova la sede operativa. In edilizia e in alcuni settori interviene anche l’Ispettorato del lavoro, con l’ufficio d’area metropolitana di Reggio Calabria e gli ispettorati di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia. I Vigili del Fuoco vigilano sulla prevenzione incendi.

Quali settori sono più controllati dalle ASP calabresi?

Gli obiettivi assegnati per il 2023 privilegiano cantieri edili e aziende agricole, con controlli dedicati anche alle macchine agricole e alle fiere di settore. Il Piano regionale della prevenzione aggiunge un piano mirato sugli impianti di macellazione e sezionamento delle carni e un programma su cancerogeni, disturbi muscolo-scheletrici e stress lavoro-correlato.

Un’azienda con sedi in due province calabresi deve avere due RSPP?

No. L’RSPP è uno per l’azienda e segue tutte le unità produttive, anche se ricadono in ASP diverse, ad esempio Cosenza e Catanzaro. Ogni sede però va valutata nel DVR con i suoi rischi specifici, e ognuna può ricevere visite dal servizio competente per territorio. Nel preventivo di IncaricoRSPP ogni sede aggiuntiva comporta un supplemento annuo.

Il Piano regionale della prevenzione obbliga le imprese a qualcosa in più?

Il piano non crea obblighi nuovi rispetto al D.Lgs. 81/08: indica ai servizi dove concentrare controlli e assistenza. Per l’azienda significa che in certi comparti la probabilità di un’ispezione è più alta e che le schede di autovalutazione o le buone pratiche diffuse dalle ASP diventano il riferimento con cui il DVR viene confrontato.

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