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Chi è il RSPP e cosa fa: compiti e responsabilità (guida 2026)

Aggiornato il 1 luglio 2026 · Lettura 9 min · di IncaricoRSPP

RSPP è la sigla di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: la figura che ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore deve designare ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs 81/2008. In questa guida vediamo chi è l'RSPP, quali sono i suoi compiti secondo l'art. 33, in cosa si distingue da ASPP, RLS e medico competente, quali requisiti deve possedere e quali responsabilità si assume — con un confronto finale tra RSPP interno ed esterno.

Chi è il RSPP: la definizione del D.Lgs 81/2008

L'art. 2, comma 1, lettera f) del D.Lgs 81/2008 definisce l'RSPP come la "persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi". In pratica è il regista tecnico della sicurezza aziendale: analizza i rischi, propone le misure per eliminarli o ridurli e supporta il datore di lavoro in tutti gli adempimenti del Testo Unico, a partire dal Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Un punto va chiarito subito: l'RSPP è un consulente del datore di lavoro, non un suo sostituto. Non ha poteri decisionali né di spesa: individua e segnala, ma la responsabilità finale delle scelte di prevenzione resta in capo al datore di lavoro. Proprio per questo la sua designazione è un obbligo non delegabile (art. 17, comma 1, lettera b), sanzionato penalmente in caso di omissione.

I compiti del RSPP secondo l'art. 33 del D.Lgs 81/2008

L'art. 33 elenca i compiti del servizio di prevenzione e protezione, e quindi dell'RSPP che lo coordina. Sono sette attività che coprono l'intero ciclo della prevenzione aziendale:

  1. Individuare i fattori di rischio presenti in azienda, nel rispetto della normativa vigente e sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione.
  2. Collaborare alla valutazione dei rischi, l'attività da cui nasce il DVR e da cui discendono tutte le misure di prevenzione.
  3. Individuare le misure di sicurezza e di salubrità degli ambienti di lavoro adeguate ai rischi rilevati.
  4. Elaborare le misure preventive e protettive di cui all'art. 28, comma 2, e i relativi sistemi di controllo.
  5. Elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali (istruzioni operative, piani di emergenza, permessi di lavoro).
  6. Proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori e fornire loro le informazioni previste dall'art. 36.
  7. Partecipare alle consultazioni in materia di salute e sicurezza e alla riunione periodica annuale prevista dall'art. 35 (obbligatoria nelle aziende con più di 15 lavoratori).

A questi compiti si aggiunge, nella pratica, un ruolo di presidio continuo: sopralluoghi, aggiornamento del DVR quando cambiano processi o organico, supporto nelle verifiche degli organi di vigilanza (ASL/ATS e Ispettorato del Lavoro) e nella gestione degli infortuni e dei near miss.

RSPP, ASPP, RLS e medico competente: le differenze

Nel sistema di prevenzione del D.Lgs 81/2008 convivono più figure che spesso vengono confuse tra loro. Questa tabella chiarisce chi fa cosa:

FiguraChi la designaRuoloObbligatoria?
RSPPDatore di lavoro (obbligo non delegabile, art. 17)Coordina il servizio di prevenzione e protezione: valuta i rischi e propone le misureSì, sempre, con almeno 1 lavoratore
ASPPDatore di lavoroAddetto che supporta l'RSPP nelle attività operative del servizioNo, facoltativo (salvo realtà complesse)
RLSEletto o designato dai lavoratoriRappresenta i lavoratori: consultato su valutazione dei rischi, nomine e formazioneSì (in assenza di elezione interviene l'RLS territoriale)
Medico competenteDatore di lavoroEffettua la sorveglianza sanitaria e collabora alla valutazione dei rischiSolo se la valutazione dei rischi la richiede (art. 41)

La differenza chiave: l'RSPP lavora per conto del datore di lavoro, l'RLS per conto dei lavoratori. Per questo i due ruoli sono incompatibili nella stessa persona. L'ASPP, invece, è un collaboratore dell'RSPP con gli stessi requisiti formativi di base ma senza il modulo di specializzazione C.

Requisiti dell'RSPP: cosa richiede l'art. 32

Non chiunque può fare l'RSPP. L'art. 32 del D.Lgs 81/2008 richiede:

  • un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore (con deroghe per chi svolgeva il ruolo prima del 2003 o possiede esperienza documentata);
  • la frequenza dei corsi ex Accordo Stato-Regioni: modulo A (base, 28 ore), modulo B (specifico per macro-settore ATECO, 48 ore comuni più eventuali moduli di specializzazione) e modulo C (relazionale-gestionale, 24 ore, riservato agli RSPP);
  • l'aggiornamento quinquennale di 40 ore, senza il quale il requisito professionale decade;
  • per gli incarichi esterni, un'adeguata conoscenza dei rischi specifici dell'attività seguita.

Quando valuti un RSPP esterno, chiedi sempre gli attestati dei moduli A, B e C e dell'ultimo aggiornamento: un professionista non in regola espone la tua azienda a contestazioni in caso di ispezione.

Chi nomina l'RSPP e come si formalizza l'incarico

La designazione spetta esclusivamente al datore di lavoro ed è uno dei due soli obblighi non delegabili insieme alla valutazione dei rischi. Si formalizza con una lettera di nomina (o contratto di incarico per l'RSPP esterno) accettata per iscritto dal professionista, previa consultazione dell'RLS. Non esiste un obbligo generale di comunicazione preventiva ad ASL o Ispettorato, ma la nomina va esibita in caso di controllo. Trovi la procedura completa e i contenuti minimi del documento nella nostra pagina dedicata alla nomina RSPP.

Nelle piccole imprese, entro i limiti dell'Allegato II, il ruolo può essere svolto direttamente dal titolare: ne parliamo nella guida RSPP datore di lavoro. Per capire invece quando la nomina è dovuta e cosa rischia chi non provvede, leggi quando l'RSPP è obbligatorio.

Responsabilità civile e penale dell'RSPP

Il D.Lgs 81/2008 non prevede sanzioni dirette a carico dell'RSPP, perché è una figura priva di autonomia decisionale e di spesa. Ma attenzione: questo non significa impunità. La Cassazione ha più volte affermato che l'RSPP risponde penalmente in concorso con il datore di lavoro quando un infortunio o una malattia professionale sono riconducibili a un rischio che egli avrebbe dovuto individuare e segnalare e che, per negligenza o imperizia, non ha segnalato. In questi casi può essere chiamato a rispondere di lesioni o omicidio colposo ex artt. 589 e 590 c.p.

Sul piano civile, l'RSPP può essere tenuto al risarcimento del danno verso l'azienda o verso terzi per inadempimento contrattuale o fatto illecito: per questo un RSPP esterno serio opera con una polizza di responsabilità civile professionale. Resta fermo che la posizione di garanzia principale è del datore di lavoro: nominare un RSPP competente non trasferisce la responsabilità, ma è la prova concreta di aver organizzato la prevenzione con diligenza.

RSPP interno o esterno: quale scegliere

Il ruolo può essere ricoperto da un dipendente adeguatamente formato (RSPP interno) o affidato a un professionista esterno. Per la maggior parte delle PMI l'RSPP esterno è la scelta più efficiente:

  • nessun costo di formazione: moduli A, B, C e aggiornamento quinquennale sono a carico del professionista, non dell'azienda;
  • competenza multisettoriale maturata su decine di aziende, contro l'esperienza limitata di un interno alla prima nomina;
  • costo certo e deducibile: un canone annuo, senza ore sottratte alla mansione principale del dipendente;
  • sguardo indipendente, meno esposto alle dinamiche interne che spesso frenano le segnalazioni.

Con IncaricoRSPP il canone parte da 490€ + IVA/anno per le attività a rischio basso, 790€ per il rischio medio e 1.290€ per il rischio alto, con supplementi trasparenti in base ai dipendenti e alle sedi: tutte le tariffe sono nella pagina costo RSPP esterno. Puoi calcolare il prezzo esatto per la tua azienda in 2 minuti con il preventivo RSPP online e attivare l'incarico in 24 ore con firma digitale.

Domande frequenti sull'RSPP

Che cos'è l'RSPP e cosa significa la sigla?

RSPP significa Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: è la persona, in possesso dei requisiti dell'art. 32 D.Lgs 81/2008, designata dal datore di lavoro per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi aziendali.

Quali sono i compiti dell'RSPP secondo l'art. 33?

Individuare i fattori di rischio, collaborare alla valutazione dei rischi e all'individuazione delle misure di sicurezza, elaborare misure preventive e protettive con i relativi sistemi di controllo, elaborare le procedure di sicurezza, proporre i programmi di formazione, partecipare alle consultazioni e alla riunione periodica e informare i lavoratori ex art. 36.

Che differenza c'è tra RSPP e RLS?

L'RSPP è designato dal datore di lavoro e cura tecnicamente la prevenzione; l'RLS è eletto dai lavoratori e li rappresenta. I due ruoli sono incompatibili nella stessa persona.

L'RSPP esterno ha responsabilità penale in caso di infortunio?

Non ha sanzioni dirette nel D.Lgs 81/2008, ma la giurisprudenza lo ritiene responsabile in concorso quando l'infortunio deriva da un rischio che avrebbe dovuto individuare e segnalare e non ha segnalato. Altre risposte nella nostra pagina FAQ.

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